Sistemi di sicurezza passiva

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I dispositivi ed i sistemi di sicurezza passiva hanno lo scopo di diminuire le conseguenze negative dell’incidente. Hanno il compito di assorbire l’energia cinetica dei corpi degli occupanti il veicolo, in modo che essi non urtino contro le strutture del veicolo.
La gestione dell’energia cinetica posseduta dal veicolo e dai suoi occupanti al momento
dell’urto è quindi il campo di applicazione tipico dei dispositivi di sicurezza passiva e l’oggetto principale delle ricerche che la riguardano.
Le cinture di sicurezza sono uno dei più importanti meccanismi di protezione per chi si trova all’interno dell’autovettura. Esse riducono il rischio che il guidatore ed i passeggeri urtino
l’interno del veicolo o vengano catapultati fuori al momento dell’impatto.
E’ stato stimato che il corretto uso della cintura di sicurezza riduce del 50% la probabilità
di morte in un incidente.
Il pretensionatore è un dispositivo che al momento dell’urto “stringe” la cintura verso il corpo, assicurando il massimo contenimento e la migliore dissipazione da parte della cintura dell’energia del corpo proiettato in avanti.
Grazie alla cintura, il movimento del torace viene contrastato ed il rischio di impatto con il volante viene drasticamente ridotto. Rimane la probabilità di urto della testa o del volto contro il volante e questo problema viene affrontato con l’airbag.
L’airbag è un “pallone” di forma piatta che viene istantaneamente gonfiato appena inizia l’urto, fuoriuscendo da un apposito vano dotato di coperchio. La sua funzione fondamentale è di impedire il contatto della testa o/e del volto dei trasportati con il volante od il cruscotto.
Infatti, anche se il torace, il bacino e le gambe sono trattenuti dalla cintura di sicurezza, la testa rimane libera di muoversi in avanti e verso il basso.
L’airbag è costituito da: un sensore che rileva la decelerazione brusca dovuta ad un impatto;
una centralina che riceve il segnale, lo elabora ed invia il comando di accensione al detonatore; un detonatore od innesco, il quale accende le sostanze contenute nella capsula esplosiva; una capsula esplosiva, contenente sostanze la cui accensione sviluppa una grande
quantità di gas che va a gonfiare il “sacco”; il “sacco”, di materiale sintetico robusto, impermeabile ai gas ma dotato di fori nella parte posteriore.
Con l’accensione, si realizza un’esplosione che gonfia il “sacco” proprio mentre la testa e, parzialmente, il torace di chi è seduto davanti si sta avvicinando. Ma subito dopo comincia a sgonfiarsi attraverso i fori di cui è dotato il sacco, attutendo nel frattempo l’impatto di quelle
parti sul volante o sul cruscotto.
Il poggiatesta serve a ridurre il rischio di danni ai tessuti del collo nel momento dell’impatto, soprattutto in caso di tamponamento, impedendo la flessione all’indietro della testa, causa di
lesioni ai tessuti muscolari ed alle vertebre cervicali.
Il poggiatesta va sollevato finché il suo bordo superiore si trova all’altezza del margine superiore della testa; inoltre, la distanza tra la sua superficie anteriore e la testa non dovrebbe essere superiore a 10 cm.
I bambini rischiano più degli adulti, di essere proiettati in avanti o fuori dell’abitacolo a causa della loro taglia ridotta e la scarsa resistenza muscolare , la delicatezza degli organi li espongono maggiormente al rischio di lesioni. Per questo, i bambini devono sempre viaggiare con gli appositi sistemi di ritenuta, fin dal loro primo percorso in auto.

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