Scuola: anno nuovo, problemi vecchi, con l’incognita del calo demografico

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Anno nuovo, problemi vecchi nel mondo della scuola, a livello nazionale così come in provincia di Alessandria. Da giorni, le classi degli istituti scolastici hanno riaperto le porte ai 46.202 studenti nel nostro territorio, avendo ancora a che fare con una critica carenza di personale. Problema cronico che non riguarda solo il corpo docenti, come rilevato dai sindacati scolastici di CGIL, CISL e UIL, oltre che da SNALS e Gilda-Unams. Dalle loro indagini, infatti, risulta che dal 2008 a oggi nell’Alessandrino vi sia stata una contrazione del personale ATA (ausiliari, tecnici e amministrativi) pari al 20,2%. Un dato peggiore rispetto a quello regionale, fissato a -17,2%. A risolvere parzialmente tale incognita è intervenuta la direzione scolastica del Piemonte, la quale ha integrato 50 unità nel settore amministrativo, un toccasana soprattutto per i complessi nelle realtà locali più piccole.

Gli sforzi in extremis della Regione sono andati anche a occupare buona parte delle cattedre rimaste scoperte di anno in anno, attraverso il conferimento di supplenze con scadenza a fine giugno o fine agosto. In provincia di Alessandria, sono stati assegnati 726 dei 941 posti disponibili (il 77,15%), in seguito a due incontri tra dirigenti scolastici e aspiranti docenti avvenuti a metà settembre ad Alessandria e a Novi Ligure. Il 23% tuttora libero sarà poi colmato dalle scuole mediante il ricorso a graduatorie interne o a elenchi aggiuntivi d’insegnanti disponibili a supplenze. Medie e superiori provinciali sono sostanzialmente a posto, mentre permangono vuoti a livello di elementari e scuole dell’infanzia.

Se personale ATA e docenti, seppur con fatica, possono essere trovati, lo stesso non si può fare con gli alunni iscritti alle scuole, il cui numero è in progressivo declino per effetto del calo demografico. Un dilemma avanzato da Franco Calcagno, provveditore dell’ufficio scolastico territoriale di Alessandria e Asti, che apre scenari foschi per il futuro di molti istituti. Possibilmente costretti ad accorparsi tra di loro, qualora si trovassero sotto la soglia minima di 600 studenti nel proprio organico.

Stefano Summa
@Stefano_Summa

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