Raffaella Romagnolo: un’alessandrina al Premio Strega

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Il Premio Strega 2016 potrebbe vedere rappresentata la nostra provincia. Nella selezione dei dodici autori che aspirano a entrare nella cinquina dei finalisti è presente, infatti, Raffaella Romagnolo, autrice natia di Casale Monferrato, oggi residente nell’Ovadese. Il suo ultimo romanzo, “La figlia sbagliata”, edito da Frassinelli, è a un passo dall’essere in competizione nella serata dell’8 luglio, nella quale si proclamerà il vincitore della 70° edizione del prestigioso premio letterario. Il fato dell’ultima fatica della Romagnolo sarà noto nel mese di giugno.

Al centro di “La figlia sbagliata” c’è la famiglia, tema molto caro all’autrice casalese, “luogo in cui si cresce e ci si esprime”, già presente nei precedenti “La masnà” e “Tutta questa vita”. Il contesto familiare è spesso contraddistinto da dolore e frustrazioni, le stesse si trovano in “La figlia sbagliata”; un romanzo “enigmistico” già dalla curiosa copertina, a voler anticipare il gioco di lettura della realtà di Ines. Moglie del camionista in pensione Pietro Polizzi, al quale è legato da mezzo secolo nel bene degli inizi e nel male dei tempi tardi, madre di Vittorio e Riccarda. Il primo è il figlio prediletto, da lei amatissimo e seguitissimo, al limite del soffoco. Un condizionamento continuo della sua vita che avrà delle conseguenze tragiche. Riccarda, invece, è “la figlia sbagliata”, persino nel nome.

Tutt’altra storia rispetto al fratello: lui rispettoso e ligio al dovere, lei ribelle e intraprendente, lui quanto più possibile, lei trascinata dalla forza dei sogni e delle passioni. Passioni che Ines ha deciso di sacrificare, in particolare quella per il disegno, in nome del suo ruolo di consorte e madre. A fungere da “straordinario motore narrativo” la morte improvvisa di Pietro, dinanzi alla quale Ines non reagisce in maniera normale e dalla quale si ripercorre una sofferta storia familiare, attraverso lontani flashback proposti dalla penna di Romagnolo con la forza intensa del tempo reale.

Stefano Summa
@Stefano_Summa

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