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Alessandria
sabato, Ottobre 23, 2021

Sequestata villa di lusso ad un imprenditore di Tortona; ora in carcere per bancarotta fraudolenta

E’ stato arrestato; nel giugno scorso; un imprenditore tortonese per bancarotta fraudolenta; in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma.

Nell’ambito dello stesso procedimento penale; i finanzieri del Gruppo di Tortona hanno ora richiesto e ottenuto dal Tribunale di Roma il sequestro preventivo di una villa di circa 300 metri quadrati; dotata di finiture di pregio; del valore sul mercato di circa un milione di euro; nella disponibilità dello stesso imprenditore.

Il provvedimento di sequestro preordinato alla successiva confisca dell’immobile da parte dello Stato è stato eseguito nei giorni scorsi.
La vicenda riguarda l’ imprenditore arrestato il 14 giugno scorso dagli stessi finanzieri di Tortona a seguito di complesse indagini condotte nei confronti di una società fallita riconducibile all’arrestato; con sede dichiarata in Roma.

In realtà a Roma; così come in altre sedi dichiarate a Milano e Bruxelles; era stata accertata solo una mera domiciliazione consistente in una cassetta postale e in un numero telefonico al quale rispondeva un operatore che aveva il solo compito di annotare il contenuto delle eventuali telefonate ricevute e riferirle al vero dominus societario che gestiva il tutto dalla propria abitazione di Tortona.

L’arresto di quest’ultimo era pertanto l’epilogo di un’attività investigativa protrattasi per quasi due anni che aveva consentito alle Fiamme Gialle di Tortona; coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma; di portare alla luce un’evasione fiscale di circa 40 milioni di euro e la distrazione; per fini personali dell’imprenditore; di centinaia di migliaia di euro dalle casse societarie.

L’imprenditore; dopo essere stato inizialmente custodito presso la casa circondariale “Don Soria” di Alessandria è stato successivamente trasferito presso la Casa Circondariale di Roma “Rebibbia” dove è tuttora detenuto; in quanto il Giudice per le Indagini Preliminari non ha ritenuto fossero venute meno le esigenze cautelari in relazione alla sussistenza del pericolo di fuga dell’indagato e di reiterazione del reato.

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