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domenica, Ottobre 24, 2021

Monti contestato dalla Lega in Senato

Una relazione al Senato piuttosto tormentata. Tanto che la seduta alla fine doveva essere sospesa per le intemperanze della Lega. Doveva essere un appuntamento di routine quello di Mario Monti per presentare i risultati del Consiglio europeo; ma è diventato il momento dello scontro. A un certo punto; mentre il premier spiegava che la manovra finanziaria del governo e i provvedimenti presi ci danno maggior credibilità in Europa; dai banchi sono arrivati strepiti e urla; che hanno interrotto più volte la relazione. A sedare gli animi è intervenuto il presidente del Senato; Renato Schifani; che ha minacciato di sospendere la seduta. «Sospendere mentre parla il presidente del Consiglio – ha detto Schifani – non sarebbe un bel segnale; tanto più che il suo intervento è stato chiesto da molti gruppi parlamentari». Tornata la quiete in Aula; il premier ha ripreso il suo intervento. Ma solo per qualche minuto. Poi i leghisti tiravano fuori dei cartelli contro il governo (uno con la scritta «basta tasse»; un altro con la scritta «non è una manovra; è una rapina») e continuavano a rumoreggiare. («Sei un pagliaccio» gridava il senatore del Carroccio Enrico Montani al presidente del Senato) ; e alla fine la seduta viene sospesa; tanto da costringere Schifani a sospendere la seduta. Seduta poi ripresa dopo qualche minuto.

IL PRIMO INTERVENTO – «C’è stata una discussione nel Consiglio europeo sul ruolo degli eurobond e si è deciso di non far figurare il riferimento agli eurobond nelle conclusioni finali del summit; ma è stato deciso che nel rapporto che sarà presentato entro il 31 marzo sarà discusso e presentato il tema degli eurobond» aveva spiegato Monti fino a quando aveva potuto parlare. «Il problema – aveva sottolineato ancora il presidente del Consiglio – è che esisteva prima del Consiglio europeo e si è confermata una linea di divergenza in seno all’Unione. E’ impossibile tracciare un confine; come vorrebbe la Germania; tra paesi totalmente virtuosi o peccaminosi; dopo che proprio Germania e Francia nel 2003 hanno delegittimato il patto di stabilità. La visione di molti Stati membri; tra cui la nostra; era differente: la credibilità della disciplina è un elemento essenziale»; ma non basta; aveva rimarcato il presidente del Consiglio. «Abbiamo insistito – ha detto Monti – sull’importanza di avere meccanismi di disciplina; ma anche sull’importanza di dotare l’area Euro di dispositivi di intervento corroborati da mezzi finanziari per evitare il contagio tra Paesi». Roma si è mossa «per il potenziamento del fondo europeo di stabilità finanziaria».

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DOPO LA SOSPENSIONE – «Uno dei modi per arrivare; non dico a “basta tasse” ma almeno a “meno tasse” è quello di estendere la fiscalità al mondo della finanza» ha poi aggiunto Monti riprendendo in Senato il discorso sugli esiti del Consiglio Ue dopo la sospensione della seduta e rivolgendosi agli esponenti della Lega che esponevano in precedenza i cartelli “basta tasse”. L’Italia; ha aggiunto Monti; è «disposta a riconsiderare la posizione del precedente governo; che era contrario ad una tassazione sulle transazioni finanziarie; la cosiddetta Tobin tax» spiegando che questo è anche un mezzo; in prospettiva; per arrivare ad una riduzione delle tasse sulle famiglie.

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