Domenica 9 febbraio, 40° giorno dell’anno, 6^ settimana. Alla fine del 2020 mancano 326 giorni (bisestile)

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Il cantante Antonio Ciacci, in arte "Little Tony", fu definito 'Elvis Presley italiano'

FRASE DEL GIORNOHo conosciuto centinaia di atleti. Alcuni vincenti, altri perdenti. La differenza? I vincenti trovano soluzioni. I perdenti cercano alibi. (Julio Velasco)

SANTI DEL GIORNO – Sant’Apollonia (Vergine e Martire, protettrice dei dentisti),
San Rinaldo di Nocera Umbra (Vescovo), San Marone (Eremita), San Sabino di Avellino (Vescovo), San Sabino di Canosa (Vescovo), San Teliavo (Teliano, Abate), Sant’Altone (Abate), Sant’Ansberto (Abate di Fontenelle).

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1867 fondato il quotidiano “La Stampa”. Due edizioni, mattutina e pomeridiana; foliazione ridotta (4 pagine); prezzo 5 centesimi di lira. Si presentò così, nelle edicole di Torino, la Gazzetta Piemontese, lanciata dal motto ‘Frangar non flectar’ (“Mi spezzerò ma non mi piegherò”). Ribattezzato “La Stampa” dal 1895, il quotidiano assunse posizioni liberali, poi si oppose all’ascesa di Mussolini. Vittima della repressione fascista, nel 1926 venne rilevato dalla FIAT.
Nel 1955 inaugurata la prima metropolitana italiana. In un periodo di profonde trasformazioni e di rilancio economico, con le Olimpiadi del ’60 alle porte, la capitale italiana, Roma, iniziò l’era ‘underground’ inaugurando la ‘via sotterranea’. Il progetto, in realtà, risaliva all’era fascista, che fece partire i lavori nel ’38 prevedendo un collegamento ferroviario rapido tra la stazione centrale e il nuovo quartiere residenziale (il futuro EUR), che avrebbe ospitato l’Expo Universale del ’42. Ma la manifestazione saltò per la guerra e i lavori si fermarono. Ripresero nel ’48 e terminarono in 7 anni. A presiedere la cerimonia del taglio del nastro fu il presidente della Repubblica Luigi Einaudi, affiancato dal sindaco Rebecchini, artefice della cosiddetta “grande espansione” dell’Urbe. La corsa inaugurale col presidente a bordo durò circa 14 minuti. Il giorno successivo entrò in funzione il servizio regolare e per i cittadini fu un vantaggio notevole attraversare la città in poco tempo.

NATI FAMOSILittle Tony (1941-2013), Italia, cantante. Nato a Tivoli (RM) come  Antonio Ciacci, si appassionò alla musica fin da piccolo grazie a nonno, padre e fratelli, tutti musicisti. Unendosi a loro adottò il nome d’arte ‘Little Tony’, in omaggio al mito del rock  Little Richard. Dopo una band giovanile e un periodo in Inghilterra, esordì a Sanremo ’61 con “Ventiquattromila baci”, accanto a Celentano, e poi s’impose sulla scena con brani di grande presa sul pubblico: “Riderà” (’66), “Cuore matto” (’67), “Bada bambina” (69), “La spada nel cuore” (’70). Colpito da infarto nel 2006, ritornò in pista due anni dopo tornando a Sanremo. Vicino ai problemi dell’infanzia, sostenne la campagna ‘Giù le mani dai bambini’ contro l’eccessiva somministrazione di psicofarmaci a minori. Di passaporto sammarinese, fu definito “Elvis Presley italiano’. .
Joe Pesci (1943), Usa, attore. Nato a Newark (New Jersey) da genitori italiani come Joseph Francesco DeLores Eliot Pesci, conquistò il primo ruolo da protagonista nel ’75 e si guadagnò la considerazione di Martin Scorsese che lo scritturò per “Toro scatenato”, accanto a De Niro. L’intesa con quest’ultimo fu perfetta e diede ottimi risultati con altri capolavori ‘gangster movie’ quali “C’era una volta in America” (1984), “Quei bravi ragazzi” (’91) che gli regalò l’Oscar di “miglior attore non protagonista”, “Bronx” (’93) e “Casinò” (’95). Altrettanto apprezzato come comico, offrì grandi performance in “Mamma, ho perso l’aereo” (’90) e “Mio cugino Vincenzo” (’92). Dal ’99 lasciò il set per dedicarsi alla musica, incidendo due album.
Mia Farrow (1945), Usa attrice. Americana di Los Angeles e figlia d’arte (padre regista e madre attrice), Maria de Lourdes Villiers-Farrow si formò a teatro e raggiunse la fama in TV nel ’66 con la soap “Petron Place”, poi al cinema con “Rosemary’s Baby” (’68). Fu ‘musa ispiratrice’ di numerosi film di Woody Allen, con cui ebbe una lunga e tormentata vicenda sentimentale, e brillò in “La rosa purpurea del Cairo” (’85) e “Crimini e misfatti” (’89). Vinse 1 Golden Globe e 1 David di Donatello. Ambasciatrice UNICEF dal 2000, è impegnata in campagne umanitarie ‘contro la poliomielite’ e ‘a sostegno dei rifugiati del Darfur’.
Julio Velasco (1952), Argentina, allenatore di pallavolo. Nato a La Plata, arrivò in Italia (’83) per allenare in A2 la squadra maschile di Jesi. Nell’85 iniziò un magnifico ciclo con la Pallavolo Modena, vincendo 4 scudetti e 3 Coppe. Poi passò alla Nazionale maschile, dove aprì un decennio di successi mondiali con una squadra definita ‘generazione di fenomeni’ e premiata dalla FIVB come “squadra del secolo“. Tra l’89 e il ’96 vinse 2 ori Mondiali (’90 e ’94), 3 ori (’89, ’93, ’95) e 1 argento (’91) Europei, 1 argento Olimpico (’96). Poi passò alla nazionale femminile, tornando ai maschi con le nazionali di Cechia, Spagna, Iran e Argentina e nel frattempo provò di nuovo nei club con Piacenza, Montichiari e Modena.
Da dirigente ebbe incarichi anche nel calcio, con Lazio e Inter. 

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