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Uno dei capolavori del Bernini: la 'Fontana dei Quattro Fiumi' a piazza Navona (Roma)

FRASE DEL GIORNO – Più poveri siamo interiormente, più cerchiamo di arricchirci esteriormente. (Bruce Lee)

SANTI DEL GIORNO – Sant’Ambrogio (Vescovo e Dottore della Chiesa, protettore delle api, degli apicoltori e di coloro che lavorano la cera), San Sabino di Spoleto (Vescovo e Martire), Sant’Eutichiano (Papa), Santa Serena di Spoleto (Vedova e Martire).

EVENTO DEL GIORNO – Nel 1941 il Giappone attaccò Pearl Harbor. Fu l’evento che provocò l’intervento americano nella Seconda Guerra Mondiale. L’aria di festa di una tranquilla domenica mattina nella base aeronavale americana di Pearl Harbor (isole Hawaii), venne bruscamente interrotta dal rombo di oltre 300 caccia giapponesi. Alle 7.40 ci fu l’inizio di un attacco a sorpresa tra i più drammatici della storia mondiale, non preceduto da alcuna dichiarazione di guerra. Il raid, concepito dall’ammiraglio Isoroku Yamamoto, andò avanti per 2 ore: alla fine lo scenario della baia consegnò 2.400 vittime e circa 1.700 feriti.
I danni militari furono enormi: 8 corazzate affondate o danneggiate; 3 incrociatori, 3 cacciatorpediniere, 2 navi ausiliarie, 1 posamine e 1 nave-bersaglio colati a picco; 188 aerei abbattuti. Fu una vittoria cruciale nello scacchiere dell’Oceano Pacifico, la cui conquista aveva portato l’Impero giapponese a sposare il progetto nazista di Hitler. Il giorno dopo, però, il presidente Usa Franklin Delano Roosevelt parlò al Congresso chiamandolo “giorno dell’infamia” e chiese il sostegno alla guerra contro il Giappone: la dichiarazione fu votata all’unanimità. L’evento cambiò le sorti del conflitto, rispetto al quale, prima, l’88% degli americani era per il ‘non intervento’. Iniziò lì la feroce Guerra del Pacifico che sfociò nell’apocalisse delle due bombe atomiche lanciate su Hiroshima  e Nagasaki. Ricca la produzione cinematografica sull’episodio: “Da qui all’eternità” (’53, 8 Oscar), “Tora! Tora! Tora!” (’70, 1 Oscar), “Pearl Harbor” (’01, 1 Oscar).

NATI DEL GIORNO – Gian Lorenzo Bernini (1598-1680), Italia, scultore. Massimo genio del barocco, celebre per il naturalismo delle forme corporee e l’espressività dei volti. Nato a Napoli, ebbe nel padre Pietro il maestro e nella Roma dei Papi il cantiere ideale, per mettere a frutto le nuove istanze dettate dalla pittura del Caravaggio. Dopo i “gruppi borghesiani” (‘Enea e Anchise’, ‘Ratto di Proserpina’, ‘David’, ‘Apollo e Dafne’), cosiddetti perché commissionati dal card. Scipione Borghese, ottenne l’incarico più prestigioso della sua vita: la ‘Basilica di San Pietro’Papa Urbano VIII gli affidò il ‘colonnato ellittico’ e il ‘Baldacchino di San Pietro’. Da ricordare capolavori come l“Estasi di Santa Teresa d’Avila”, la “Fontana dei Quattro Fiumi” (piazza Navona) e “Palazzo Ludovisi”, ovvero Montecitorio.
Pietro Mascagni (1863-1945), Italia, compositore. Considerato il caposcuola del verismo musicale, nacque a Livorno e si formò studiando pianoforte e organo prima nella sua città, poi al Conservatorio di Milano, sotto l’autorevole guida di Amilcare Ponchielli. Quando il destino sembrava relegarlo nell’anonimato, raggiunse la fama con “Cavalleria rusticana”, capolavoro assoluto che gli valse il premio Sonzogno 1889. Da lì la sua musica riecheggiò nei principali teatri internazionali, dalla Russia agli Usa passando per Vienna, dove fece il direttore d’orchestra. Fu autore anche di 15 opere, un’operetta, canzoni e romanze.
Mino Reitano (1944-2009), Italia, cantante. Calabrese di San Pietro di Fiumara (RC),  Beniamino Reitano fu indirizzato dal padre al conservatorio, emigrando poi in Germania per inseguire un sogno che realizzò nel ’65: la finale del Festival di Castrocaro. Negli anni ’70 si affermò con lo stile sentimentale, poco gradito dalla critica ma amatissimo dal pubblico. Con i successi “Avevo un cuore”, “Perché l’hai fatto” e “Italia” vendette circa 30 milioni di dischi, scrivendo per artisti di fama (“Una ragione di più” per la Vanoni) e arrivando a duettare col grande Frank Sinatra. Affetto da un cancro all’intestino, morì nel 2009.
Larry Bird (1956), Usa, ex-cestista. Nato a West Baden Springs (Indiana), alto 206 cm, detto “the Legend”, vinse 3 titoli NBA con i Boston Celtics, segnando la storia del basket negli anni ’80. Con la Nazionale Usa, il ‘Dream Team’, vinse l’oro Olimpico a Barcellona ’92, dopo il quale si ritirò. Dal ’97 in poi fu coach e dirigente degli Indiana Pacers.
Hermann Maier (1972), Austria, ex-sciatore. Nato ad Altenmarkt im Pongau, è uno tra i più forti sciatori di tutti i tempi: in 13 stagioni (’96-’09) vinse 4 medaglie olimpiche (2 ori, 1 argento e 1 bronzo) e 6 medaglie Mondiali (3 ori, 2 argenti e 1 bronzo). Nel suo palmarès ci sono anche 4 Coppe del Mondo assolute (’97-’98, ’99-’00, ’00-’01, ’03-’04) e 10 di specialità (5 in SuperG, 3 in gigante, 2 in libera). Soprannominato “Herminator” per il fisico massiccio e l’aggressività in pista, nell’agosto ’01 ebbe un grave incidente in moto. Evitò di poco l’amputazione della gamba destra e fu costretto ad una lunga riabilitazione. Rientrato a gennaio ’03 nel ‘circo bianco’, tornò ai vertici. In Coppa del Mondo fu primo 54 volte, terzo di sempre dopo Stenmark (86) e Hirscher (68), e arrivò 96 volte sul podio, quarto dopo Stenmark (155), Hirscher (135) e Girardelli (100).

 

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