Alessandria viva o morta

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Non è inusuale, parlando con un alessandrino, indipendentemente dal tempo, dal luogo e dalla circostanza, sentire dire “Alessandria è morta”. Quasi un modo di dire, un intercalare nella conversazione. Secondo la definizione sociologica ed urbanistica, una città è morta quando è semplice dormitorio, mentre, solo le persone, agendo, consumando, girando, organizzando possono creare la vita di una città. E’ l’elemento antropico che fa la differenza e se guardiamo agli eventi che ogni settimana vengono organizzati nella nostra provincia, viene da dire: “Altro che morta, Alessandria è viva”.

Se non si è a conoscenza di ciò che avviene non autorizza a dire che non esiste. Almeno 50 eventi tra fiere, sagre, mercatini, mostre, musica, libri, eventi sportivi, spettacoli e appuntamenti gastronomici nell’arco di quindici giorni nel territorio alessandrino vi sembrano pochi? E’esattamente quello che succede durante tutto l’anno, ogni settimana, ma non ci si fa caso e forse non ne siamo a conoscenza.

E’ proprio questa attività antropica che non permette di dire che Alessandria è morta, fin quando le persone, appunto, agiscono, inventano e consumano, una città gode di salute; si può sempre far meglio ma intanto godiamoci con un sorriso tutto quello che ci offre.

 

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