Un nuovo progetto per realizzare
sogni e desideri dei bambini ‘esclusi’

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Si chiama “SOGNO O SON DESTO?”, è stata promossa dal Cissaca e realizzata grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.
Il progetto si occupa non solo dei “bisogni”, ma anche dei “sogni” dei minori in difficoltà, prevede l’inserimento di alcuni bambini, seguiti dai servizi sociali, all’interno di corsi di teatro, corsi di danza, pallavolo, rugby, judo e kung fu, in un’ottica di prevenzione dell’esclusione sociale, dell’isolamento e dell’emarginazione.
Le società sportive che fanno parte del progetto 2016-2017 sono Dlf (judo), Arti Orientali Alessandria (kung fu), Alessandria Rugby, Peter Larsen Dance Studio (danza), On Stage ASD (recitazione), Alessandria Volley (pallavolo), tutte presenti alla conferenza stampa (foto) con un loro rappresentante. Insieme a loro, e con il prezioso contributo della Fondazione CRAL, il Cissaca potrà “regalare un sogno” anche a quei bambini che, vivendo situazioni di disagio familiare, non avrebbero mai la possibilità di frequentare occasioni di svago e corsi pomeridiani.
“Da anni la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria – ha sottolineato il presidente Pier Angelo Taverna svolge un’attività complessa e corale per dare risposte che rispettano un equilibrio territoriale, privilegiando il settore ‘sociale’ al fine di prevenire disagi e umiliazioni gratuite che possono davvero segnare i soggetti più deboli della nostra società, quali bambini e anziani. L’adesione a questo progetto è la diretta conseguenza del nostro impegno, un impegno tanto più grande e convinto se permette di riaccendere il sorriso sul viso dei bambini realizzando tanti piccoli sogni”.
Dal canto suo il presidente Cissaca, Mauro Buzzi, si è così espresso: “Nell’ambito del suo mandato istituzionale e legislativo, l’ente lavora con le famiglie in difficoltà anche dal punto di vista economico. Le domande sono in aumento e le famiglie fanno fatica a garantire ai propri figli svaghi di natura sportiva, formativa, artistica, che sono necessari alla crescita, alla socializzazione e all’integrazione”.
Attualmente sono stati inseriti nel progetto 25 bambini,  tra i 6 e i 13 anni, italiani e stranieri, ai quali verrà garantita la frequenza ai corsi per un anno.
Il coinvolgimento di scuole e società sportive, poi, potrebbe stimolare la creazione di una rete di punti “virtuosi” in città per agevolare gli inserimenti, magari fornendo divise, costumi e accessori necessari.

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