Si è riunito a Parma ad inizio mese il coordinamento pomodoro da industria del Nord Italia di Confagricoltura, con la partecipazione dei referenti territoriali delle principali province produttrici. Al centro del confronto, la pianificazione della prossima campagna e le criticità che stanno emergendo in una fase ancora priva di certezze sull’accordo quadro. Era presente anche la rappresentanza alessandrina, principale provincia del Piemonte per la coltivazione del pomodoro, con oltre 3.500 ettari (2025).
I produttori hanno ribadito che la tabella di qualità, modificata lo scorso anno, deve essere un parametro oggettivo e stabile, a tutela del lavoro agricolo, i cui parametri vanno sganciati dalla quantità. Nel distretto Nord Ovest (provincie di Alessandria, Parma, Piacenza, Ferrara, Mantova) si è passati da circa 38.000 ettari (2021) a 45.000 ettari (2025), ma con la produzione scesa da 3 milioni di tonnellate (2021) a 2,4 milioni (2024).

In Piemonte si è registrata una crescita nelle superfici coltivate, +8%. Nell’alessandrino, dove si concentra circa il 90% della produzione regionale, la superficie coltivata è di 3.512 ettari. Tuttavia, ha subìto cali di resa pari circa al 13%. La diminuzione di produttività è imputabile anche ai cambiamenti climatici in atto e alla presenza di fitopatologie, eventi non prevedibili al momento del trapianto.
