“Beverage”: la Regione Piemonte propone il riconoscimento della crisi complessa di filiera

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L’assessore Chiorino: “Un nuovo modo di affrontare la situazione, senza agire per compartimenti stagni, ma ragionando per valorizzare le nostre filiere di eccellenza”

“Per affrontare gli effetti di una crisi economica che stringe sempre più il cerchio intorno alle nostre imprese, non possiamo più permetterci di stare alla finestra in attesa di provvedimenti sbagliati o accontentarci di contributi a pioggia da parte del Governo. Di fronte ai dati impietosi di questa crisi, è importante incominciare a lavorare per filiere strategiche e su azioni di sistema che garantiscano la competitività di tutti i processi produttivi di un comparto.. Per questo motivo abbiamo proposto di ragionare per la prima volta ad un modello di “crisi complessa di filiera”, replicabile in tutti  i settori, e anche a livello nazionale”.

Così  l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, al termine del tavolo di confronto odierno  riunito oggi con le parti sociali, le sigle di rappresentanza produttiva e distributiva del comparto “beverage” piemontese (Mineracque, Assobibe, Assobirra, Italgrob) e molte aziende presenti nel territorio, a cui ha partecipato anche l’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati.

“Da mesi dialoghiamo con il settore beverage – continua Chiorino – sugli effetti che la plastix tax e della sugar tax,  definite “soluzioni” dal Governo, che invece metteranno ben presto in ginocchio il comparto della produzione e distribuzione di acqua minerale, bibite e birra. Un confronto nato per trovare soluzioni concrete, perché quella del beverage è una assoluta eccellenza del Piemonte e non solo, visto che l’Istat lo attesta al secondo posto in Italia in termini di competitività nell’ambito dell’industria manifatturiera”.

 Da qui una prima proposta dell’Assessorato di un progetto pilota, che coinvolga da vicino le stesse imprese e le parti sociali, sotto la regia regionale, con l’obiettivo di attivare un tavolo di coordinamento per la definizione dello “stato di crisi complessa” , e per attivare nell’ambito degli Accordi di programma, un piano strategico. “Abbiamo avviato un proficuo confronto con i rappresentanti del settore, con i rappresentanti sindacali e con le associazioni datoriali, che si sono impegnate ad approfondire.  Attendiamo ancora di capire – aggiunge l’assessore – come questo Governo pensa di coinvolgere le Regioni sul Recovery plan: bene, mettiamo sul piatto una proposta concreta che  aiuterebbe a non disperdere le risorse e ad intervenire in modo più mirato sull’economia”.

“Conciliare industria e ambiente è assolutamente possibile – afferma l’assessore Marnati – Stiamo lavorando per aiutare il sistema industriale che, grazie alla tecnologia e alle risorse, sarà il miglior amico dell’ambiente. A questo proposito voglio ricordare il bando per l’efficientamento energetico delle imprese da 16 milioni di euro che si è chiuso in anticipo sulla scadenza prevista; un bando che ho chiesto sia rinnovato nella prossima programmazione”. E sulla questione della plastica “dobbiamo lavorare per migliorare il processo del riciclo della plastica e puntare sull’economia circolare: avevamo messo 16 milioni per trovare soluzioni che aiutino a far crescere l’industria nel rispetto dell’ambiente; per i prossimi dobbiamo usare i fondi del Recovery Fund e della programmazione europea”. “Cercheremo di aiutare la filiera con questi investimenti per far vivere in simbiosi ambiente e industria”

In conclusione, secondo Chiorino “in Piemonte abbiamo filiere produttive di eccellenza invidiate in tutto il mondo, che oggi devono fare i conti con numeri impietosi causati dall’ effetto “domino” del lockdown: calo dei consumi e della produzione, riduzione del redito disponibile alle famiglie, perdita dei posti di lavoro per la chiusura di impianti  stabilimenti, con effetti a catena in altri comparti e aree geografiche. Ci auguriamo di poter intraprendere questo percorso, perché lo riteniamo quello giusto per sostenere concretamente, e mi auguro velocemente, la nostra economia”.

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