L’aumento incontrollato di fertilizzanti, gasolio, plastiche e altri fattori, legato alla guerra in Iran, sta costando fino a 200 euro per ettaro alle aziende agricole italiane, con i principali input di produzione che sono lievitati di oltre il 30% rispetto al periodo pre-conflitto, mettendo a rischio le coltivazioni agricole e la sovranità alimentare del Paese.

In un mese e poco più di guerra, i costi per i cereali sono balzati mediamente di almeno 65-80 euro ad ettaro, con picchi fino a 200 euro per la coltivazione del mais, che si ripercuote anche sugli allevamenti, incidendo sull’alimentazione del bestiame, mentre per il settore dell’olio d’oliva sono cresciuti di 205 euro a ettaro di uliveto. Produrre una tonnellata di latte costa alle stalle 40 euro in più rispetto a prima, mentre per il comparto suinicolo i costi aggiuntivi di queste settimane di guerra si aggirano sui 25 euro a capo allevato. Bilanci in rosso anche nei frutteti dove gli incrementi stimati nelle prime settimane di guerra si stanno traducendo in aumenti fino a 35 euro a tonnellata. Ma a soffrire sono anche il florovivaismo e il vino. I listini dei fertilizzanti sono saliti alle stelle, come nel caso dell’urea, che è arrivata a toccare quota 815 euro a tonnellata (ben 230 euro in più rispetto a fine febbraio, +40%), avvicinandosi pericolosamente ai livelli segnati con scoppio della guerra in Ucraina. Cresce anche il nitrato ammonico, che ha toccato i 500 euro a tonnellata, quasi 100 euro in più in un mese (+21%).

Esploso anche il prezzo del gasolio agricolo, passato da circa 0,85 euro/litro fino a 1,38 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario. Uno scandalo che ha portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni. Aumenti di energia e trasporti rischiano di ridurre i margini delle imprese agricole e trasferirsi sui prezzi al consumo, come già avvenuto dopo l’inizio della guerra in Ucraina, considerato che l’88% dei cibi viaggia su gomma.

LE PAROLE – Così il presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco: “Sono solo alcune stime Centro Studi Divulga, per cui Coldiretti chiede misure urgenti dall’Europa, dimostrando di esistere economicamente e soprattutto politicamente”.
Ribadisce il concetto il direttore Roberto Bianco: “Bisogna recuperare i 10 miliardi di fondi PAC che il Governo, su spinta delle mobilitazioni Coldiretti, è riuscito a riportare a casa, scongiurando i tagli previsti dalla Commissione UE. Ma servono urgenti misure di sostegno alle imprese agricole”.

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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