Sabato 13 giugno alle ore 17 il ‘Museo etnografico C’era una volta’ di piazza Gambarina, ospiterà l’inaugurazione della mostra “La storia dell’uomo in 24 ore. Cibo, movimento e biologia: 300.000 anni di evoluzione umana”, ideata e realizzata da Davide Scapin, personal trainer e titolare de ‘Il Fitness a casa tua’, in collaborazione con il Museo. INGRESSO LIBERO.

L’iniziativa propone un percorso originale che, attraverso oggetti legati all’alimentazione dell’uomo, racconta in un ciclo visivo di virtuali 24 ore l’evoluzione del rapporto fra essere umano, cibo, movimento e ambiente. Dalla vita del contadino alessandrino alla sedentarietà moderna, la mostra invita a riflettere su che cosa sia cambiato nel nostro modo di mangiare, muoverci e vivere.
Alcuni passaggi del percorso espositivo sono ispirati ai lavori di ricerca di Angela Ricci, la cosiddetta “maestra antropologa”, che per anni ha prodotto studi per il Museo della Gambarina, contribuendo a leggere gli oggetti della tradizione non come semplici reperti, ma come tracce vive della storia quotidiana delle comunità.

Oggetti e storia, dunque, secondo la più autentica tradizione del Museo etnografico della Gambarina, che non si limita a conservare testimonianze materiali del passato, ma le collega alle vicende concrete di donne e uomini, alle loro fatiche quotidiane, ai gesti del lavoro, alle abitudini alimentari, ai ritmi della vita familiare e sociale. L’esposizione mette in dialogo il mondo contadino e artigiano con la condizione contemporanea, nella quale l’uomo ha progressivamente ridotto il movimento fisico quotidiano, modificando profondamente anche il proprio rapporto con il cibo. Ne nasce una riflessione semplice e insieme attuale: conoscere la storia dell’alimentazione e del movimento significa capire meglio anche il nostro presente. All’inaugurazione seguirà un dialogo con Davide Scapin, che accompagnerà il pubblico nel significato del progetto, illustrando il legame fra evoluzione biologica, abitudini alimentari, attività fisica e benessere.

Veduta esterna del ‘Museo della Gambarina’, sito nell’omonima piazza

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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