In replica ai comunicati di Amag, Amag Ambiente e del Comune di Alessandria, Emanuele Locci (FdI) spiega le sue ragioni su raccolta puntuale e ‘sacco conforme’, indicati dalla Regione, e che il problema non sono i lavoratori, ma la governance.

“Dopo la replica di AMAG Ambiente e le dichiarazioni della maggioranza che sostiene il sindaco Abonante, è necessario riportare questa vicenda sul terreno della realtà e della responsabilità politica. Le scelte sul ciclo dei rifiuti e sul futuro di AMAG Ambiente non possono essere gestite a colpi di comunicati stampa. Alla raccolta firme hanno aderito tutte le RSU dell’azienda e la quasi totalità dei dipendenti. Parliamo di un’adesione ampia e trasversale, inclusi tutti i dirigenti ed i quadri. Trovo quindi curioso che AMAG sostenga che non risulta un’adesione generalizzata: i numeri sono reali, se ne prenda atto.
Peraltro la raccolta firme non è un fulmine a ciel sereno. Il 3 dicembre mi sono recato in AMAG Ambiente e ho incontrato l’allora presidente, oggi AD, Paolo Borbon, insieme al responsabile del personale e al direttore generale. In quell’occasione mi sono trovato casualmente con il presidente davanti all’assemblea dei lavoratori e ho posto una domanda diretta sulla privatizzazione: la contrarietà è stata netta e corale. Ho evidenziato a Borbon come il personale fosse contrario e lui stesso osservò che, se non si condivideva l’indirizzo del socio, bisognava dirlo al socio, non a lui, suggerendo la strada della raccolta firme. Da lì la decisione delle RSU di procedere con la raccolta firme e la mia disponibilità, manifestata davanti allo stesso Borbon, a farmi portavoce in Comune”.

Sulla gara d’appalto Locci è netto: “AMAG richiama il protocollo del 5 novembre sulla clausola sociale e prova ad usarlo per sostenere che la gara sia la strada obbligata. Non è così: la clausola sociale tutela i lavoratori, ma non comporta alcun impegno a procedere con la gara d’appalto. Lo ha detto chiaramente Porta: l’azienda ha utilizzato in modo strumentale dichiarazioni di mesi prima, in un contesto diverso, e UIL Trasporti si è dissociata da quanto riportato nel comunicato aziendale”.
Il punto. “C’è un punto decisivo che in questa polemica qualcuno evita: la Regione Piemonte indica come priorità la misurazione puntuale del rifiuto indifferenziato, per applicare la tariffazione puntuale e, in alternativa o integrazione, la raccolta tramite ‘sacco conforme’ o ‘sacco prepagato’. Questa è la direzione: rendere misurabile e tracciabile il conferimento, per ridurre il rifiuto residuo. Per questo dico: sì alla modernizzazione dei cassonetti e alle soluzioni che portano alla raccolta puntuale; no ad un cambio ideologico di metodo, presentato come panacea. In una città come Alessandria, dove il ‘porta a porta’ è già presente in alcune aree, non risulta più efficiente dei cassonetti stradali: spesso è soltanto più dispendioso e più complesso da gestire. Se qualcuno sostiene il contrario, lo dimostri con dati comparativi, costi e risultati”.

Gli investimenti. “AMAG sostiene che, per migliorare il servizio, servano investimenti importanti. Ma AMAG Ambiente, ad oggi, ha già previsto e avviato investimenti per circa 4,5 milioni di euro: è un fatto che dimostra come l’azienda possa investire, anche senza necessariamente ricorrere ad un socio privato. Inoltre, durante l’incontro del 3 dicembre, mi è stato riferito che nel 2025 ci sono state 44 assunzioni e che ulteriori 30 assunzioni sarebbero previste nel 2026. Benissimo: allora si chiarisca pubblicamente quali fabbisogni reali coprono queste scelte e quale impatto avranno su costi e organizzazione, perché ogni euro in più, tra investimenti, consulenze, organizzazione, rischia di finire in bolletta sotto forma di TARI”.
Sui lavoratori Locci aggiunge: “Leggo commenti ingiusti contro gli operatori. Lo ripeto: il problema non sono i lavoratori. Se il servizio ha criticità, le responsabilità stanno in gran parte nella governance, nel management e nell’indirizzo politico: programmazione, controlli, acquisti, organizzazione e obiettivi. Negli ultimi anni sono emerse criticità e contestazioni su affidamenti sotto soglia, frazionamenti, consulenze, acquisti e decisioni gestionali fuori da ogni logica di pubblico interesse, quando non addirittura illegittimi: è anche su questo che si misura la serietà della gestione”.
Sulla polemica con la maggioranza, Locci precisa: “La maggioranza mi accusa di essere stato contrario al progetto Smart City e ora di rivendicarlo: è falso. Ho chiesto in più occasioni, anche con atti e interventi formali, di non abbandonare quel percorso di innovazione. È la maggioranza che oggi tenta di riscrivere la storia, invece di rispondere nel merito”.
L’annuncio sulle firme: “La prossima settimana consegnerò formalmente le firme al sindaco e al presidente del Consiglio Comunale, insieme alla richiesta di riportare in aula le scelte strategiche sul ciclo dei rifiuti: sono decisioni che vincolano la città per anni e non possono essere costruite in stanze chiuse, e poi imposte ad un Consiglio trattato come passacarte. E lo ribadisco: la gara a doppio oggetto non è l’unica strada possibile. Una strada concreta è che AMAG Holding acquisisca la quota oggi in capo al Consorzio di Bacino per riprendere il controllo totale della società. Poi si lavori sull’efficienza: raccolta puntuale, obiettivi misurabili, controlli e trasparenza. Senza dimenticare che, in caso di vendita delle reti del gas, la holding avrà a disposizione decine di milioni di euro da investire sulle reti idriche e sul ciclo dei rifiuti”.
