Giovedì 23 aprile, alle ore 18, presso la Biblioteca civica “F. Calvo” di Alessandria, (piazza V. Veneto 1) verrà proposta la presentazione di ‘Storia di due amici e dei Dik Dik’ (Minerva), il nuovo libro di Pietruccio Montalbetti. Sarà lo stesso chitarrista 85enne a presentare l’opera. INGRESSO LIBERO – INFO: 0131.515917 – [email protected]
IL LIBRO – Cosa succede quando a scrivere è chi ha vissuto in prima persona l’inizio di un’epoca? Succede che il racconto si faccia vivido, personale, nostalgico e appassionato. È quello che accade in ‘Storia di due amici e dei Dik Dik’, che è al tempo stesso un’autobiografia, un omaggio all’amico Lucio Battisti, e un percorso musicale e umano attraverso i decenni più travolgenti della musica italiana. Con uno stile diretto e sincero, Pietruccio, fondatore e storico chitarrista dei Dik Dik, rievoca il tempo delle radio pirata, delle prime chitarre sognate e sudate, delle notti passate a provare nelle sale parrocchiali e dei lunghi viaggi in Cinquecento, con strumenti caricati fino al soffitto, pur di suonare in qualche balera di provincia. Ma soprattutto, racconta Lucio. Non il mito, non il personaggio riservato che poi tutti avrebbero conosciuto, ma l’uomo, l’amico.
Ma nel libro c’è anchela storia di una band: i Dik Dik. Dagli inizi sotto il nome “I Dreamers”, alle prime audizioni alla Ricordi, dalle prove con l’amplificatore nel pianerottolo fino ai successi in classifica, il libro attraversa la parabola di un gruppo che ha segnato la colonna sonora di una generazione. ‘Sognando la California’, ‘Il vento’, ‘L’isola di Wight‘: canzoni diventate inni, specchi fedeli di un’epoca fatta di ribellione, ideali, amori e viaggi interiori.

LE PAROLE – Così Montalbetti racconta il suo libro: “Quando sento la parola ‘amicizia’, mi viene in mente solo un nome: Lucio”. L’incontro con Battisti, avvenuto quasi per caso in uno studio di registrazione, dà il via a un rapporto profondo e duraturo, fatto di stima reciproca e condivisione. Un rapporto che precede la fama, e che proprio per questo è autentico, schietto, commovente. “Lui suonava e cantava cose sue, alcune acerbe, altre sorprendenti. Mi chiese un parere e io, forse con un pizzico di benevolenza, gli dissi che erano belle. Ma una mi colpì davvero. Decisi di inciderla nel nostro primo disco. Era ‘Se rimani con me’. E fu il primo brano a portare ufficialmente la firma di Lucio Battisti”.
