Ad inizio settimana i 10 consiglieri di centrodestra del Comune di Alessandria hanno depositato una formale richiesta di verifica e di attivazione dei poteri di autotutela, in merito all’iter che ha portato all’assegnazione dell’immobile comunale ex-Mensa Guala di Via San Giovanni Bosco 28, al progetto denominato “Casa delle Donne”. La segnalazione è stata indirizzata al Segretario Generale, al presidente del Consiglio Comunale, al collegio dei Revisori dei Conti e, per le valutazioni di competenza, alla Procura della Corte dei Conti. Nel documento depositato viene evidenziato come l’assetto delineato dagli atti, per durata e contenuti, presenti caratteristiche assimilabili a una concessione pluriennale di fatto: disponibilità per 9 anni, con possibilità di arrivare fino a 18, con un quadro di oneri e responsabilità che rischia di ricadere sul bilancio dell’Ente.
LE PAROLE – Emanuele Locci, Presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia, spiega: «Qui non si sta discutendo delle appartenenze politiche, ma delle regole istituzionali e di tutela del patrimonio pubblico. Quando si incide sul patrimonio dell’Ente e si determinano effetti pluriennali, il tema centrale è il riparto delle competenze: il Consiglio comunale è l’organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo e, in base all’art. 42 del TUEL, deve essere messo nelle condizioni di esercitare le proprie prerogative quando si assumono scelte che impegnano il patrimonio e le finanze pubbliche. Tra i profili segnalati vi è anche la riclassificazione dell’immobile da patrimonio ‘disponibile’ a ‘indisponibile’, passaggio che merita un accertamento puntuale sulle competenze e sulle motivazioni. In parallelo vanno chiariti, con numeri e coperture, i costi potenziali per la comunità: utenze, manutenzioni ordinarie e straordinarie, scomputi per eventuali migliorie e mancato introito per l’Ente. Senza dimenticare le attività politiche, economiche e di somministrazione alimentare previste dall’accordo deliberato dalla Giunta Abonante che sono assolutamente in contrasto con lo strumento “patto per la cura dei beni comuni” adottato per mascherare quella che è di fatto una concessione».
Sul piano economico-contabile, la segnalazione chiede una quantificazione preventiva e verificabile degli impegni: stima delle utenze, stima delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, quantificazione del valore economico figurativo/mancato introito, regole di rendicontazione e controllo, oltre alle coperture di bilancio.

Mattia Roggero, presidente del Gruppo della Lega, afferma: «Il tema è semplice: quanto costa e chi paga. E lo dico anche alla luce del clima intollerabile visto in Consiglio comunale, dove insulti e bagarre non possono diventare una cortina fumogena. Quando si parla di patrimonio pubblico e soldi dei cittadini, si risponde nel merito e con i numeri. Oggi emerge però un fatto di estrema gravità: realtà riconducibili al progetto della “Casa delle Donne” rivendicano il tentativo di assalto alla stazione ferroviaria di Alessandria durante la manifestazione del 2 ottobre 2025. Un soggetto che opera nell’alveo del Comune e beneficia di spazi pubblici non può essere, al tempo stesso, un soggetto politico che rivendica azioni di forza contro infrastrutture pubbliche. Questa è un’evidente incompatibilità istituzionale».
La questione sarà portata anche nelle sedi consiliari competenti. Vincenzo Demarte (Forza Italia) annuncia: «Proprio per garantire trasparenza e verifica puntuale, la discussione su questo procedimento è stata inserita all’ordine del giorno della Commissione consiliare permanente per il Controllo di Gestione che presiedo, convocata per lunedì 16 febbraio 2026 alle ore 9. È un passaggio doveroso: servono atti, istruttorie, pareri, stime e responsabilità chiare. I cittadini hanno diritto di sapere quali vincoli e quali impegni economici pluriennali siano stati assunti e dobbiamo verificare che tutto sia legittimo».
Sui toni e sul clima politico, interviene Luigi Sfienti (Per Alessandria): «Quando in aula si arriva a tensioni e insulti è il segno che qualcosa non sta funzionando. Ma proprio per questo la politica deve tornare ai fatti: qui si parla di un immobile pubblico, di durata, di costi e di regole. Occorre fare chiarezza completa, senza slogan e senza coperture reciproche: trasparenza, controlli e rispetto delle istituzioni».
I firmatari hanno annunciato che, dopo la Commissione Controllo di Gestione, oltre alla segnalazione depositata, verranno presentati ulteriori atti di sindacato ispettivo e di indirizzo, per ottenere risposte pubbliche e puntuali su legittimità dell’iter, sostenibilità economica, controlli e tutela delle prerogative del Consiglio comunale.
