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lunedì, Ottobre 25, 2021

Movimento 5 Stelle sul regolamento sulla partecipazione e rappresentanza territoriale

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Movimento 5 Stelle:

“In Commissione Affari Istituzionali il Movimento 5 Stelle ha dovuto abbandonare l’aula perché non ha più potuto sopportare quella che, a tutti gli effetti, è stata una solenne presa in giro da parte della maggioranza di governo. I fatti: dopo tre anni di estenuanti, lente e sofferte riunioni, era stato partorito un Regolamento per la Partecipazione e Rappresentanza Territoriale che avrebbe dovuto dare vita alla costituzione dei Quartieri in sostituzione delle Circoscrizioni abolite per Legge per i Comuni sotto i 250.000 abitanti.

Il Regolamento fu definitivamente approvato dalla totalità dei membri, nessuno escluso.

Oggi si trattava di ratificarne la stesura per la presentazione in Consiglio.

Ci sembrava strano che, visto l’ostracismo manifesto del Sindaco, non accadesse qualcosa che andasse a “disturbare” il percorso e, infatti, è accaduto proprio ciò che temevamo: con VENTIDUE EMENDAMENTI il PD ha preteso di stravolgere quanto stabilito, non tanto nella sostanza, quanto nella possibilità concreta che i Quartieri si possano realizzare mediante un percorso tanto logico quanto indispensabile.

Il Regolamento, approvato all’unanimità dalla commissione Affari Istituzionali, prevede di partire da cinque “raggruppamenti” sulla falsariga delle ex Circoscrizioni per poi dare origine, là ove ve ne fossero i presupposti, ai Quartieri propriamente detti.

Il percorso di costruzione, si badi bene non di gestione, sarebbe stato a cura della stessa Commissione più eventuali altri membri dai lei indicati. Questo “gruppo promotore” avrebbe avuto il compito di informare i cittadini, allestire le Assemblee fondanti e guidarli sino al momento elettorale, espletato il quale si sarebbe sciolto lasciando gli stessi a vita autonoma. Sarebbero rimasti in vita solo i “raggruppamenti” là ove non vi fosse un Quartiere costituito, affinché non venisse meno un luogo di rappresentanza, su tutto il territorio, al quale fare riferimento.

La genialata, fingendo di superare in democraticità lo stesso Movimento 5 Stelle, è stata quella di proporre che la costituzione dei Quartieri fosse originata dalla base stessa, con azioni spontanee da parte di cittadini volenterosi.

Sì, avete capito bene, esattamente come avviene per la squadretta di calcio del sobborgo o della Parrocchia.

Ma noi riteniamo che l’istituzione Quartiere, con tutto il rispetto per le altre, abbia un ruolo ben più serio e importante per l’esercizio democrazia e della considerazione della volontà popolare, e che quindi non possa essere lasciato a fenomeni spontaneistici, tra l’altro facilmente manipolabili, ma debba essere organizzato in modo strutturale, funzionale ed istituzionale. Un’Amministrazione sinceramente democratica deve mettere i cittadini in condizione di organizzarsi e creare i presupposti affinché l’Istituto del Quartiere funzioni, poi starà ai cittadini stessi decidere se, come, dove e quanto farlo funzionare.

Andreotti diceva “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca” e noi abbiamo pensato male, soprattutto perché chi ha deciso questa mozione, è lo stesso partito che ha espresso il Presidente della Commissione e poi lo ha pubblicamente sbugiardato.

Sarà un problema del Presidente stesso valutare se prendere le distanze dal suo Partito per lesa dignità, o se, come sembra, sopportare in silenzio il peso di questa umiliazione politica, affari suoi, ma noi non ci stiamo.

Tre anni gettati alle ortiche pur di non ammettere sin dal primo giorno che la democrazia, quella vera, quella dei cittadini, non piace, è scomoda, toglie potere ai padroni del vapore e non va perseguita se non a chiacchiere.

Daremo battaglia in Consiglio Comunale, di più non possiamo fare, ma alla pagina vergognosa che uscirà su questa vicenda noi non metteremo la nostra firma. Ha scritto qualcuno “il Partito Democratico tutto è tranne che democratico”, oggi, se mai ce ne fosse stato bisogno, ne abbiamo avuta l’ennesima prova.”

Fausta Dal Monte
Giornalista professionista dal 1994, amante dei viaggi. "La mia casa è il mondo"
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