Ancora tensione nella Casa Circondariale di Torino. L’altro ieri, giovedì 13 agosto, 4 appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono stati aggrediti violentemente da un detenuto italiano, sottoposto al regime previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento Penitenziario. Gli agenti, rimasti feriti nella colluttazione, hanno dovuto essere trasportati in ambulanza all’ospedale Maria Vittoria per le cure del caso.
Secondo una ricostruzione, il detenuto avrebbe dovuto essere accompagnato all’ora d’aria. Uscito dalla cella, senza motivo, ha colpito gli agenti con calci e pugni, venendo poi fermato e immobilizzato.
IL COMMENTO – Io mi chiedo: 1 che ne picchia 4? Non esiste. C’è qualcosa che non quadra nelle norme di gestione dei galeotti. I poliziotti sono armati, ma non possono intervenire. Norme da cambiare. Intanto, secondo me, uno che sta in galera, quando esce di cella DEVE essere ammanettato dietro la schiena. E lì già può nuocere poco, se non dare qualche calcio. Poi alla Penitenziaria serve come il pane il taser: come questo si muove, lo ‘elettrizzi’ e lo riporti in cella. E l’ora d’aria, dopo l’episodio, se la scorda per una settimana. Non va dimenticato che sono delinquenti, e quello che non sanno va loro insegnato.

LE PAROLE – Denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria: “Non possiamo continuare a considerare le aggressioni come una componente inevitabile del servizio. Ogni agente che entra in un reparto e deve poter contare su un’organizzazione capace di proteggerlo, con strumenti adeguati per affrontare le situazioni critiche. Il problema è la condizione complessiva di crescente insicurezza. Servono interventi strutturali e immediati: più personale, migliore organizzazione dei servizi, formazione specifica e strumenti operativi adeguati”.
Sulla vicenda interviene anche Vicente Santilli, segretario nazionale del SAPPE, che rilancia l’allarme sulla situazione degli istituti penitenziari piemontesi: “Quattro poliziotti aggrediti nello stesso episodio sono un fatto di estrema gravità. Chiediamo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia di intervenire immediatamente. La Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola a fronteggiare una situazione che rischia di andare fuori controllo”.
