È stato sottoscritto, venerdì 27 marzo, l’accordo quadro per il pomodoro da industria del Nord Italia, al termine di una trattativa complessa. L’intesa definisce un prezzo di riferimento pari a 13,40 euro al quintale, più premialità per servizi ed eventuali premi, e introduce una revisione delle tabelle qualitative, peggiorativa per i produttori rispetto a quella precedente. Elementi che si aggiungono a costi di produzione elevati con margini sempre più compressi per le imprese agricole.

La chiusura dell’accordo si è resa necessaria per garantire una mappatura chiara delle superfici e consentire la programmazione, anche se tardiva, delle attività di trapianto e raccolta. Tuttavia, il risultato presenta un contratto non favorevole alla parte agricola, anche alla luce della pressione produttiva che si è determinata nelle fasi precedenti alla trattativa. Le difficoltà di altri comparti hanno alimentato una previsione di incremento delle superfici investite a pomodoro da industria, elemento che ha inciso sul confronto negoziale, rafforzando la posizione della parte industriale.
Il tema delle superfici si conferma centrale: senza una reale capacità di programmazione e contenimento degli ettari, si rischiano squilibri che ricadono principalmente sulla parte agricola.

LE PAROLE – Così Alberto Pelletta, presidente Sezione di prodotto di Confagricoltura Alessandria“Riteniamo che manchi un elemento fondamentale: il meccanismo di indicizzazione del prezzo legato ai costi di produzione, che avrebbe consentito di garantire una maggiore tutela agli agricoltori in caso di ulteriori aumenti, oggi resi possibili dalla situazione geopolitica. Per il futuro sarà fondamentale lavorare con maggiore anticipo e su basi più strutturate. Con un livello così elevato di ettari previsti, si rischia di arrivare alla fase di raccolta con una forte pressione sulla trasformazione, costringendo le industrie a lavorare a pieno regime e rendendo l’intero sistema dipendente dall’andamento climatico”.
Così Paola Sacco, presidente di Confagricoltura Alessandria: “Non siamo soddisfatti di un accordo che stabilisce un prezzo inferiore del 5% rispetto allo scorso anno. Il contesto è difficile, con gasolio e fertilizzanti già aumentati del 50% e difficoltà varie per il divieto di utilizzo di principi attivi fondamentali per la coltivazione del pomodoro”.

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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