Islanda docet

0
696

Nel periodo 2008-2011 l’Islanda ha attraversato una terribile crisi economica: le tre maggiori banche sono fallite e la moneta nazionale, la corona islandese, era parecchio svalutata.
Relativamente alla grandezza della sua economia, l’Islanda ha sopportato la crisi più pesante della storia economica, ma grazie a interventi speciali, tra cui l’ingresso nell’Unione Europea ed il ricorso a una legislazione d’emergenza, il paese si è risollevato.
Il risveglio economico ha innescato una rivoluzione culturale: i colpevoli del crack finanziario sono stati arrestati lasciando spazio a una classe dirigente moderna, che ha riscritto la Costituzione e che procede per referendum online inaugurando il nuovo corso della democrazia partecipata.
L’attuale sindaco di Reykyavik, Jon Gnarr, era un attore comico fino al 2010, quando si candidò come atto di provocazione verso il mondo politico; in breve tempo raccolse consensi via web ed il suo partito, il “Best Party” ha il merito di essere realmente vicino al cittadino in quanto modifica il proprio programma elettorale in base alle proposte giunte via Internet: le idee migliori vengono prese in considerazione e possono essere votate dagli islandesi con un touch.
Per stimolare il senso civico degli abitanti il partito ha creato un software dal nome “Better Reykjavik” in cui è possibile vedere le idee già proposte, votarle, e proporne di nuove: una rivoluzione culturale possibile grazie allo sfruttamento dell’arena di confronto offerta da Internet; cambiare il mondo con un click è utopia, migliorarlo no.

Nicholas Capra

Print Friendly, PDF & Email