Dissesto in trasparenza del M5S

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Dissesto alessandrino sulle cronache nazionali dei giornali; i cittadini sanno che sono nei guai ma forse non si è capito molto nello specifico. A far luce e rendere comprensibile quanto la Corte dei Conti ha scritto; ci hanno pensato quelli del Movimento 5 stelle; con un volantino scritto da tecnici simpatizzanti ma in linguaggio che anche l’ostica finanza sia fruibile. Dall’analisi del documento emergono dati molto interessanti; prima su tutto; la temporalità di fatti che risale al 1992; l’assoluta mancanza di vigilanza anche di coloro che erano all’opposizione mentre la maggioranza procedeva e la situazione di bilancio delle partecipate.

Lo pubblichiamo volentieri in maniera integrale perché siamo certi che il lettore vuole sapere e capire.

“La vicenda del dissesto della città di Alessandria è complessa ed articolata e abbraccia un periodo lungo circa un decennio. Proponiamo alla Vostra cortese attenzione questo scritto al fine di informare sulla vicenda dissesto.

Pretendere che si leggano tutte le 66 pagine della Delibera della Corte dei Conti per farsi una autonoma idea di cosa è successo; di chi potrebbe essere la colpa e quanto altro è una presunzione irrealistica.

Il dissesto è stato causato da una serie di attività; omissioni ed irregolarità contabili; di chi nel tempo; nel rivestire posti di responsabilità non ha agito per il meglio e di chi essendo preposto al controllo politico non ha fermato a tempo debito chi non aveva proprio in mente “gli interessi dei cittadini prima di tutto”!

Nella contabilità sia privata ma ancora più pubblica; esistono due semplici principi; tra gli altri; che ne devono caratterizzare la corretta gestione: i crediti e i debiti del Comune debbono essere certi.

Ricordiamo che le entrate; come ad esempio le tasse comunali che non sono state incassate durante l’anno; alla fine dell’anno; chiamato tecnicamente esercizio; si devono scrivere a bilancio tra le entrate future collocandole in una apposita voce denominata “residui attivi”.

L’importante è che rappresentino delle somme certe; liquidi ed esigibili. In termini fuori dal burocratese: che siano vere; quantificate in valore e si possa chiederne il pagamento in qualunque momento.

Analoga regola vale per quei pagamenti che il Comune non ha eseguito durante l’anno; come ad esempio le bollette e fatture per servizi ricevuti per gas; acqua; raccolta rifiuti; trasporti. Alla fine dell’esercizio si devono scrivere a bilancio tra le future uscite in una voce denominata “residui passivi”. Bisogna assolutamente comprenderli tutti e riportarli senza dimenticarne alcuno.

Si capisce bene che se nel bilancio si scrivono dei crediti che difficilmente si riuscirà a incassare; cioè crediti inesigibili; o; ci si dimentica di scrivere dei debiti certi che si dovranno pagare; il bilancio non può rappresentare correttamente la realtà finanziaria del Comune.

La Corte dei Conti nella sua Delibera ha appurato che la situazione di dissesto del Comune si è consumata a causa di una serie importante di macro ragioni che con estrema precisione riassume in alcune tabelle esplicative.

Una di queste cause è proprio riferita ai “residui attivi” che sono elencati in queste 4 tabelle:il mantenimento in bilancio di residui attivi inesigibili (pagine 52;53;54 della delibera)

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In parole povere; la Corte mette in evidenza che molti di questi presunti crediti da incassare non sono più onestamente incassabili perché troppo vecchi; magari scaduti o caduti in prescrizione; i debitori non sono più reperibili per vari motivi; perché ad esempio si sono trasferiti altrove oppure sono addirittura falliti.

Come potete leggere i residui; chiamati per semplicità crediti; ammontano ad oltre 45 milioni euro; circa 90 miliardi delle vecchie lire; tanto per capirci; e si riferiscono ad anni anteriori al 2007. Ciò significa che le varie Giunte del Comune; sia l’ultima che la precedente; si sono per così dire “dimenticati” negli anni di incassare.

E’ come se nel 2003 avessero detto per esempio “ma si li incassiamo il prossimo anno” ; e nel 2004; “ma si li incassiamo il prossimo anno”; e così anno dopo anno siamo arrivati al 2012.

Questo è fare gli interessi dei cittadini? L’attuale assessore al Bilancio Bianchi; nel suo intervento al Consiglio comunale del 12 giugno; ha detto in proposito “Non serve molta fantasia per trarre una di queste conclusioni: 1) sono somme per la gran parte di difficile realizzo; oppure; 2) come mai chi ci ha preceduto non le ha incassate?”

Belle domande! Anche noi ci siamo posti le stesse domande! Chi doveva cominciare a incassarle? Immaginiamo; come nell’esempio sopra; chi c’era nel 2003; nel 2004 ecc.;quando erano già certe; liquidi ed esigibili! E chi doveva politicamente controllare che si incassassero quando era ora? Forse i consiglieri che in consiglio comunale; prima di alzare la manina per approvare il Bilancio o schiacciare il pulsante verde; letto il bilancio che stavano per approvare; anno dopo anno (lo avranno letto?); di fronte a residui attivi così alti avrebbero dovuto sbottare: oibò! Ma perché non si incassano subito tutti quei soldi? I consiglieri di minoranza di allora l’hanno fatto almeno loro? Hanno denunciato allora alla Corte dei Conti e ad altre Autorità il pericolo concreto che tali somme non si potessero più incassare?

Poiché i residui attivi esistono ancora; pensiamo proprio di no!

Allora dire ora che l’ultimo ha “chiuso la porta della stalla quando i buoi sono scappati” ci sembra un po’ troppo comodo!

I buoi hanno incominciato a scappare anno dopo anno da almeno 10 anni e forse nessuno si è preoccupato a tempo debito di chiudere subito la porta!

Valutino gli Alessandrini questi comportamenti!

Ma non è tutto qui; per lo stesso motivo la Corte dei Conti scrive che ci sono altri residui attivi da cancellare; vi alleghiamo le tabelle.

(Pagina 54 della delibera)

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Provino pure i cittadini a fare il totale di tutte queste tabelle.

Informiamo inoltre che l’attuale Giunta attraverso il ricalcolo dei residui attivi diciamo reali ha decretato che dei 45 milioni di euro ben € 32.227.000;00 sono stati dichiarati di dubbia esigibilità e sono iscritti in contabilità patrimoniale tra i crediti di dubbia esigibilità istituendo un fondo svalutazione crediti. Fuori dal burocratese; persi ormai; ce li possiamo scordare. Ben 60 miliardi di vecchie lire non li incasseranno più. Erano soldi che si dovevano incassare in nome e per conto dei cittadini! Chi dobbiamo ringraziare? Lasciamo la risposta ai lettori!

Altra macro causa del dissesto è rappresentata dai debiti iscritti a bilancio e fuori bilancio. Si fuori bilancio; avete capito bene! Nella contabilità pubblica esistono anche voci fuori bilancio. Sono voci di spesa impreviste e che sono; per così dire; capitate. I casi li elencano il Testo Unico degli enti locali all’articolo 194 (è la legge che regola il funzionamento dei comuni ed altri enti locali).

Uno dei problemi di questi debiti che non risultano siano stati pagati quando erano dovuti e sono stati iscritti nei “residui passivi”.

La Corte dei Conti li ha quantificati totalmente nella tabella che segue nel capitolo intitolato:(Pagina 54 della Delibera)

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Come si legge già nel 2007 ammontavano a oltre 50 milioni di euro di cui oltre 12 milioni di euro erano già presenti nel 2006 (50.563.452 – 38.544.301). Sono debiti iscritti al Titolo I del bilancio e cioè vale a dire nelle spese correnti; cioè spese ordinarie che il Comune sostiene in modo regolare e ricorrente.

Il bello viene dopo. A cosa corrispondono e verso chi sono dovuti in massima parte questi debiti non pagati? La Corte dei Conti lo specifica nel seguente brano che riportiamo integralmente perché veramente degno di nota.

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Quindi; oltre ai debiti per residui passivi iscritti in bilancio; ci sono anche oltre 26 milioni di euro che si erano dimenticati di conteggiare. La Corte dei Conti li ha rintracciati come voci di credito nei bilanci delle società partecipate ma non ne ha riscontrato nessuna traccia come voci di debito nel bilancio del Comune.

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I debiti per servizi sopra menzionati; sono ulteriormente e dettagliatamente elencati nella seguente tabella compilata sempre dalla Corte dei Conti:

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In parole semplici è come dire che il Comune; poiché è socio delle società elencate al 100% ; quindi è unico proprietario; oppure è socio di maggioranza; cioè possiede meno del 100% ma è il socio più importante ed è quello che decide; avesse pensato: “Siccome sono io il padrone delle società; posso anche non pagare le “bollette” “.

La Corte dei Conti non specifica a che epoca risalgono i debiti verso le società non pagati; ma pensiamo che non siano riferiti solo al 2011 ma parte di essi siano riferiti ad anni precedenti. Verificheremo!

Anche in questo caso; ci sembra di poter dire: ma quando si sono approvati i bilanci negli anni passati a cominciare almeno dal 2007 dove erano già più di 50 milioni di euro; qualcuno aveva detto qualcosa? Aveva chiesto chiarimenti?

Questa vicenda ha avuto gravi ripercussioni sulla gestione Amiu. Se ci sono oltre 19 milioni di euro di crediti non incassati; ovvero debiti a carico del Comune; forse si capisce perché l’Amiu si è fatta prestare i soldi dalla banca inglese Barclays indebitandosi a sua volta.

Soldi che poi non ha potuto restituire. La banca ha agito per vie legali ottenendo dal tribunale un decreto ingiuntivo esecutivo. Per effetto di queste azioni succede che quando il Comune corrisponde denaro all’Amiu affinché l’Amiu possa pagare gli stipendi; questo denaro viene invece automaticamente utilizzato dalla banca per soddisfare il suo legittimo credito. Su questo punto ci domandiamo anche cosa hanno fatto gli amministratori delle società partecipate dal Comune per riscuotere a tempo debito i crediti ed evitare che le cifre raggiungessero valori così alti.”

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