Brevi di cronaca

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  Alessandria.
  I Carabinieri dell’aliquota Operativa del NOR della Compagnia di Alessandria nella serata del 22 u.s., durante un servizio mirato alla prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno arrestato Artan SINA, 28/enne residente ad Alessandria. Nel contesto delle indagini i militari lo sorprendevano in questo centro a bordo del proprio motociclo e, dopo averlo controllato e perquisito, lo trovavano in possesso di alcuni involucri contenenti sostanza stupefacente tipo cocaina del peso complessivo di circa 104 grammi, nonché circa mezzo grammo di hashish e la somma contante di circa 20 mila euro. L’uomo veniva posto agli arresti domiciliari a disposizione della competente Autorità Giudiziaria alessandrina che, nella mattinata odierna, ne convalidava l’arresto disponendone la custodia cautelare in carcere, venendo pertanto associato presso la Casa di Reclusione “Cantiello e Gaeta” di questo capoluogo.

 

Compagnia Carabinieri di Acqui Terme:
 
  Acqui Terme.

Nuovi guai per Maurizio DALLATOR,  acquese, arrestato due anni fa per atti persecutori e di nuovo finito dietro le sbarre per analogo reato.

L’uomo due anni fa era stato colpito da ordinanza di custodia cautelare per atti persecutori nei confronti della ex compagna e, a seguito di quei fatti, condannato a due anni e mezzo di reclusione da scontare agli arresti domiciliari. Nel frattempo, però, aveva interposto appello contro la sentenza di condanna ed aveva anche ottenuto la possibilità di uscire in determinati orari per esigenze lavorative.

Circa una settimana fa, poi, dai Carabinieri si è presentata una giovanissima ragazza acquese che, in lacrime, ha raccontato di essere da qualche tempo oggetto delle attenzioni morbose dell’uomo: pedinamenti, centinaia di messaggi sms o sui sistemi di messaggistica istantanea con minacce ed ingiurie tali da renderle la vita impossibile e crearle un fortissimo stato ansiogeno.

La ragazza, peraltro, conosceva l’uomo per precedenti lavorativi assieme e ne conosceva anche i pregressi giudiziari, fatto che ne aumentava la paura ed il timore.

Gli accertamenti dell’Aliquota Operativa del NOR di Acqui Terme hanno permesso di verificare non solo la veridicità delle dichiarazioni della vittima, ma anche il fatto che il DALLATOR, per seguirla o incontrarla facendosi trovare nei pressi della sua sede lavorativa, era uscito dalla propria abitazione in orari in cui, invece, avrebbe dovuto rimanervi in regime di arresti domiciliari.

Per tutti questi fatti è stato quindi deferito in stato di libertà con le accuse di atti persecutori ed evasione alla Procura di Alessandria mentre alla Corte d’Appello di Torino, titolare del procedimento per il quale l’uomo era ai domiciliari, è stato chiesto un provvedimento cautelare d’urgenza. Quest’ultima, concordando con l’operato dei Carabinieri, ha emesso un provvedimento di aggravamento della misura degli arresti domiciliari. I militari hanno pertanto prelevato il DALLATOR dalla propria abitazione e lo hanno condotto presso la Casa Circondariale di Alessandria.

 

Sezzadio

I militari della Stazione di Sezzadio hanno deferito in stato di libertà, con l’accusa di violenza privata, tre persone (padre, madre e figlio di un nucleo familiare) residenti a Mantovana. Le indagini della Stazione di Sezzadio sono scaturite da alcune querele presentate da diversi cacciatori che, legittimamente trovandosi intenti nell’attività venatoria, si erano visti aggrediti verbalmente ed in alcuni casi anche con atti violenti, dal nucleo familiare che, contrario alla caccia, non accettava chi in modo legittimo la portava avanti, obbligandoli ad andare via dalle loro posizioni ed a interrompere la loro attività.

Peraltro le indagini hanno permesso di acclarare che il comportamento della famiglia si protraeva almeno dal 2013 e sono almeno cinque o sei i casi certificati di aggressioni nei confronti dei cacciatori.

 

Rivalta Bormida e Spigno Monferrato.

Nel mese di aprile, i militari della Compagnia di Acqui Terme hanno avviato una serie di controlli volti ad evidenziare eventuali consumi anomali di corrente elettrica e, quindi, illecite captazioni dalla rete.

In due casi i militari hanno provveduto a rinvenire allacci abusivi alla rete e a deferire in stato di libertà gli autori.

Nel primo caso, a Rivalta Bormida, i carabinieri della locale Stazione, nel corso di una perquisizione domiciliare alla ricerca di stupefacenti in casa di un noto pregiudicato, hanno notato che il contatore dell’energia elettrica presentava un allaccio abusivo alla rete. Il personale della rete elettrica intervenuto sul posto ha potuto evidenziare come il furto di energia andasse avanti da circa quattro mesi per un danno complessivo superiore ai 500 euro. Per l’uomo è scattato quindi il deferimento in stato di libertà per furto di energia elettrica.

Nel secondo caso, a Spigno Monferrato, a finire nei guai sono state tre persone, a vario titolo responsabili di un ristorante poi chiuso, per i quali l’allaccio abusivo ha provocato un danno pari quasi a 20000 euro. I controlli dei militari della locale Stazione, infatti, si sono concentrati su un ristorante dove si stava installando una nuova gestione. Un controllo ha permesso di evidenziare un allaccio abusivo, sicuramente non imputabile ai nuovi gestori, che andava avanti probabilmente sin dal 2013. Anche per i tre uomini è scattato il deferimento in stato di libertà per furto di energia elettrica.

In tutti i casi il personale della rete elettrica ha provveduto al ripristino della rete ordinaria ed il materiale utilizzato per gli allacci abusivi è stato posto sotto sequestro.

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