Il mercato del bio cresce

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Regolamenti e normative nazionali ed europee per la sicurezza di tutti

Prezzi ancora alti per il consumatore, ma la filiera corta rimedierà

BIOLOGICO-01L’agricoltura biologica é un metodo di produzione che ammette solo l’impiego di sostanze naturali ed esclude quello di composti chimici di sintesi, limitando lo sfruttamento eccessivo delle risorse disponibili. Questo settore è regolato da precise normative europee e italiane, in particolare il Regolamento CE n. 834/2007 (Produzione ed etichettatura dei prodotti biologici), il Regolamento CE n. 889/2008 e il Decreto Ministeriale n. 18354 del 2009.
Certezza della legislazione, controlli sulla sua applicazione e maggiore sensibilità dei consumatori verso il benessere alimentare e la sostenibilità ecologica della produzione sono alcuni dei motivi dietro alla crescita del mercato bio, come emerge dallo studio “Bio: le chiavi del successo”, effettuato da AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) e FIRAB (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica). Lo studio, risalente al 2013, entra nel dettaglio snocciolando cifre e considerazioni interessanti. Citando l’agenzia Organic Monitor, è riportato che il fatturato mondiale del settore bio ammonta a 63 miliardi di dollari (circa 56 miliardi di euro), con una spesa mondiale pressoché monopolizzata da Stati Uniti ed Europa (96%). In questo scenario, l’Italia rappresenta una nazione ancora parca per quanto riguarda la spesa annuale pro capite per prodotti bio (30€, cifra ben lontana dai 134€ della Svizzera, in cima alla lista mondiale) ma con ampi margini di crescita. Infatti, per esempio, negli anni della crisi c’è stato un aumento del consumo dei prodotti bio pari al 7,8%, con 3 famiglie su 4 che ne hanno acquistato almeno uno nel corso dell’anno. Il prezzo elevato rispetto ai prodotti tradizionali rappresenta un confine alla maggiore espansione del settore in Italia ma AIAB e FIRAB ritengono che le iniziative di filiera corta e un rapporto più stretto tra produzione agricola e consumo possano portare a una soluzione del problema.

Stefano Summa

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