Disboscamento tragico

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Ogni due secondi viene distrutta un’area di foresta che corrisponde ad un campo da calcio

Una famiglia di quattro persone “consuma” due alberi all’anno

A scuola ci hanno insegnato  che l’albero svolge un importantissimo compito per noi e per l’ambiente, perché aiuta a mantenere stabile la concentrazione di anidride carbonica presente nell’atmosfera. Eppure, ogni due secondi, viene distrutta un’area di foresta che, come dimensioni, corrisponde ad un campo di calcio. Ma in cosa consiste esattamente il disboscamento? Il disboscamento è l’eliminazione della vegetazione arborea in un bosco o in una foresta. Le ragioni che spingono a procedere in tale opera, sia positive, che negative dal punto di vista dell’ambiente, sono svariate.
Occorre, però, fare chiarezza sulle differenti applicazioni di tale pratica. Quando si parla di “taglio del bosco”, infatti, si intende un’opera di disboscamento, che ha come scopo la salvaguardia della vegetazione, o ricavare legname dalla foresta, avendo comunque la garanzia che la vegetazione si conservi e rigeneri. Quando, invece, l’opera di disboscamento è estesa e duratura, effettuata per sfruttare il terreno per la coltivazione o a scopi commerciali, si parla di “deforestazione”, con valore negativo. Tra le conseguenze di tale opera
troviamo: effetto serra, biodiversità in perdita, sottrazione di risorse per le popolazioni indigene, desertificazione nei territori secchi.
Benché con percentuale inferiore rispetto ad altri settori, anche la produzione di carta ha un ruolo notevole nelle opere di disboscamento. Per esempio, secondo Greenpeace, gli italiani sono tra i maggiori consumatori di carta al mondo: circa 200 kg, ovvero, quasi 80 risme di A4. Quindi, una famiglia di 4 persone “consuma” 2 alberi ogni anno. Il riciclaggio assume, di conseguenza, un importantissimo ruolo, poiché circa 200-220 risme di carta riciclata corrispondono, infatti, al salvataggio di una pianta.

Giada Guzzon

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