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Bellissima immagine notturna dell'Arco di Trionfo di Parigi, inaugurato nel 1836

FRASE DEL GIORNO – Meglio il pianto di una sconfitta che la vergogna di non aver lottato. (Benito Mussolini)

SANTI DEL GIORNO – Santa Marta di Betania (Discepola, protettrice di casalinghe, domestiche, servitori, cuochi, specialisti in dietetica), Sante Lucilla, Flora e Beatrice (Martiri), San Berio (Martire a Costantinopoli), San Lupo di Troyes (Vescovo), Sant’Olaf (Re di Norvegia, Martire), Santa Serafina di Mamie (Vergine), Santi Lazzaro e Maria di Betania.

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1836 a Parigi venne inaugurato l’Arco di Trionfo. Porta d’accesso sui famosi Champs-Élysées da Place de Gaulle, l’Arco di Trionfo è il principale simbolo della grandeur francese e uno di monumenti più noti di Parigi.
Reduce dalla vittoria di Austerlitz sugli Austriaci (2 dicembre 1805), Napoleone decise di far innalzare un monumento alle sue vittorie, che potesse essere nel contempo un “santuario” dove celebrare i trionfi futuri della nazione. Del progetto venne incaricato Jean Chalgrin ma a costruirlo furono gli architetti Louis-Robert Goust e Jean-Nicolas Huyot.
Alto 50 metri e largo 45, l’Arco di Trionfo doveva ricalcare i grandi archi imperiali romani, riportando nei bassorilievi le vittorie dell’Imperatore. Fermati durante la Restaurazione, i lavori ripresero nel 1830 per volere del re Luigi Filippo, che inaugurò l’Arc de Triomphe il 29 luglio del 1836, insieme al presidente del Consiglio, Adolphe Thiers.
Nel 1900 fu ucciso re Umberto I. Dopo dopo aver presenziato a un concorso ginnico a Monza, l’allora re d’Italia, seduto sulla sua carrozza tra la folla festante, venne assassinato con due colpi di rivoltella, alla gola e al cuore, dall’anarchico Gaetano Bresci, che scampò al linciaggio della folla e venne arrestato. Condannato all’ergastolo, morì in carcere.
Ad Umberto I succedette il figlio Vittorio Emanuele III, che abdicò il 9 maggio 1946
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Nel 1976 arrivò la prima donna italiana ministro. Il Presidente del Consiglio Giulio Andreotti nominò come ministro del Lavoro la democristiana Tina Anselmi, insegnante ed ex sindacalista. Fu la prima donna a diventare ministro nella storia d’Italia.

NATI DEL GIORNO – Alexis de Tocqueville (1805-1859), Francia, politico. Nato a Parigi da famiglia aristocratica, il visconte Alexis Henri Charles de Clérel de Tocqueville fu uno dei padri del pensiero liberale, principio ispiratore della sua preziosa attività di filosofo, politico e storico. Le conclusioni tratte da un lungo viaggio di studio negli Usa portarono all’opera  “La democrazia in America”, pubblicata in due parti nel 1835 e nel 1840. Ammesso come membro onorario alla prestigiosa Académie Française, Tocqueville morì a Cannes nel 1859.

Benito Mussolini (1883-1945), Italia, giornalista e politico. I libri di storia lo ricordano come ‘Duce’ e personaggio storico tra i più influenti della prima metà del ‘900. Per l’Italia fu il capo di una dittatura che rappresentò un passaggio decisivo per la nascita della Repubblica Italiana. Emiliano di Dovia di Predappio (FC), Benito Amilcare Andrea Mussolini fu indirizzato dal padre al socialismo militante, completando nel contempo gli studi e conseguendo il diploma di maestro elementare. L’attività politica nel Partito Socialista Italiano proseguì parallelamente a quella giornalistica che lo portò a dirigere l’Avanti! dal 1912 al 1914. Uscito dal PSI perché in contrasto con la sua linea interventista nel primo conflitto mondiale, fondò e diresse il quotidiano “Il Popolo d’Italia”, che poi divenne l’organo ufficiale del Partito Nazionale Fascista (PNF) fondato da Mussolini nel 1921. Profittando dell’instabilità politica per gli scarsi vantaggi riconosciuti all’Italia dopo la vittoria nella “Grande guerra”, mise in atto con la celebre marcia su Roma (28 ottobre 1922), un colpo di Stato che lo portò alla Presidenza del Consiglio. Ispiratore di una condotta intimidatoria nei confronti degli avversari del regime, come Giacomo Matteotti che fu assassinato per ordine dello stesso Mussolini, si alleò con la Germania nazista di Hitler sposandone, con le famigerate “leggi razziali” (1938), la politica discriminatoria nei confronti degli ebrei.
Dopo il disastroso bilancio della Seconda guerra mondiale e la conseguente caduta del regime (25 luglio 1943), guidò la Repubblica Sociale Italiana (RSI) fino alla sua cattura da parte dei partigiani, i quali, il 28 aprile 1945, lo assassinarono senza processo, insieme alla compagna Clara Petacci, nel comune di Giulino (CO). I due corpi vennero esposti, appesi per i piedi, a piazzale Loreto (MI) e furono vilipesi dalla folla per tutto il 29 aprile.

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