Nuova riforma delle pensioni 2017

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Pensione anticipata ,staffetta generazionale ,previdenza complementare, potrebbero essere tre delle più importanti problematiche che potranno essere affrontate dall’esecutivo ,con la prossima legge di stabilità. Anche il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan si è mostrato possibilista anche su questa eventualità; infatti in audizione dinanzi alla Commissione Bilancio di Camera e Senato,ha affermato che ci potrebbero essere dei margini per una eventuale e possibile soluzione .Naturalmente il ragionamento del Ministro non può essere considerato vincolante e come un impegno dell’Esecutivo ,è un’ apertura del governo stesso ad una possibile ipotesi di procedere ad un qualche cambiamento della legge Fornero , sul tema della flessibilità in uscita ,del sistema pensionistico italiano, auspicata da molti addetti ai lavori. Ovviamente si tratterà di una riforma che deve essere necessariamente compatibile ed in linea con i conti dello stato, così come pretende anche l’Europa ,che chiede maggiore controllo sulla spesa pubblica. Nel mentre l’Esecutivo è pressato dal Presidente dell’Inps Tito Boeri e dai Sindacati,in verità abbastanza tiepidi negli anni scorsi su tale materia ma che adesso cercano di recuperare il tempo perduto.

Il nuovo meccanismo di flessibilità in uscita delle pensioni si chiamerà “ APE “.

Il simbolo e il logo secondo il Premier esistono già. Secondo il suo ragionamento si potrà dal 2017 anticipare l’uscita dal mondo del lavoro ,con una decurtazione economica ,cioè una diminuzione o taglio che dir si voglia dell’assegno mensile pensionistico, ma solo per un determinato periodo di tempo.

Il meccanismo dovrebbe andare incontro ai lavoratori nati tra il 1951 ed il 1953,che sono stati penalizzati ,dall’aumento dell’età delle pensioni. Sembrerebbe che la scelta di ritirarsi in anticipo, possa costare fino al 20% in meno del trattamento previdenziale che spetterebbe con il requisito pieno; attenzione però ,perché è bene ricordare che si tratta di calcoli del tutto teorici, in primis perché non si conosce esattamente il meccanismo dell’APE. Comunque tradotto in soldoni ,aderire vuol dire accettare una decurtazione sulla pensione fino a 400 € al mese x 20 anni,nel caso di un lavoratore che si ritira con i tre anni massimi previsti. Poi c’è “RITA”, di cui parleremo nel prossimo numero.

 

Michele Minardi

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