Morire di smog

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Il Centro Istituzionale di Ricerca sul Cancro di Lione lo inserisce tra gli agenti cancerogeni

Ad Alessandria in 15 giorni ben 10 superamenti del limite

Spesso siamo abituati a dare per scontato parecchie cose, senza chiedersi se esse siano scientificamente attestate o no.
Per esempio, sappiamo da qualche tempo che lo smog nelle città condiziona in termini negativi la nostra vita, ma non ne è mai stata accertata l’effettiva pericolosità, soprattutto in rapporto all’insorgere di malattie dell’apparato respiratorio.
Dal 17 ottobre, però, il quadro è cambiato. In quella data, infatti, il Centro Istituzionale di Ricerca sul Cancro di Lione, agenzia speciale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha annunciato di aver inserito lo smog, già presente nella lista degli agenti cancerogeni più pericolosi, nel gruppo 1, cioè quello delle “sostanze sicuramente cancerogene”. Studi piuttosto rigorosi, quindi, hanno ufficializzato quello che poteva sembrare a molti ovvio, anche se non ancora provato del tutto.
Altrettanto noto alla cittadinanza alessandrina è il grado d’inquinamento piuttosto elevato che contraddistingue da diversi anni il capoluogo, messo nero su bianco da diversi rapporti di giornali e associazioni. Facendo riferimento ai livelli di PM10 rilevati dalla centralina dell’ARPA in via Lanza, dal 15 ottobre (giorno di accensione degli impianti di riscaldamento) al 3 novembre si sono verificati 10 superamenti del limite di legge (attorno ai 50 μg/mc). In alcuni casi si è trattato di oscillazioni piuttosto leggere (tra i 51 e i 59 μg/mc), in altri si sono registrati dati sensibilmente elevati (80 μg/mc il 18/10, 124 μg/mc il 19/10, 125 μg/mc il 20/10, 64 μg/mc il 21/10). Secondo il Decreto Ministeriale n°60 del 2/4/2012, il limite di legge non deve essere superato più di 35 volte nel corso dell’anno civile. In un’intervista a un giornale locale, l’Assessore all’Ambiente, Claudio Lombardi, ha indicato nell’accensione dei riscaldamenti, nel traffico cittadino e nelle condizioni meteo (caratterizzate da elevate percentuali di umidità) le cause di questi bruschi innalzamenti dei livelli di PM10 nell’aria. Dichiaratosi pronto a prendere iniziative come il blocco della circolazione, l’Assessore ha affermato di puntare molto sul nuovo piano di mobilità urbana per ridurre in maniera strutturale l’inquinamento.
Tuttavia, le prime applicazioni pratiche di tale progetto hanno attirato le critiche di cittadini, commercianti e associazioni come TuAlessandria, che ha avviato una raccolta di firme per chiedere all’ARPA di avviare un monitoraggio nelle vie del centro in relazione alle recenti modifiche apportate alla viabilità.
A ribadire il concetto è intervenuto anche il “Rapporto Ecosistema Urbano XX” di Legambiente, uscito qualche giorno fa, che rileva alcuni dati rilevanti: la media annua di PM10 si aggira su 43 μg/mc, quella ponderata in relazione al numero di abitanti su 32 μg/mc. Tra le città di media dimensione, Alessandria è tra le peggiori al pari di Brindisi, Cagliari e altri 5 centri. Se ciò può consolare, il trend rispetto al 2012 appare sostanzialmente inalterato: né si sono fatti miglioramenti né sono incorsi peggioramenti.
È difficile capire come si possa ridurre concretamente l’inquinamento atmosferico, ma, lo dice ufficialmente anche la scienza, qualcosa deve essere fatto.

Stefano Summa

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