Franco Calcagno: “Ho trovato tanta volontà”

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Intervista al Provveditore agli Studi di Alessandria e Asti

“Creare una rete scolastica per lavorare e crescere insieme”

Un ruolo non facile quello di Franco Calcagno, nuovo provveditore agli Studi di Alessandria ed Asti e come tale reggente dell’ufficio scolastico provinciale che si interfaccia con l’Ufficio Scolastico Regionale Piemonte a Torino nell’ambito del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, insomma tre città con cui relazionarsi. Una bella sfida che il prof. Franco Calcagno, già docente di matematica e preside, vive con entusiasmo ed interesse.

Come va con l’ubiquità?
È faticoso ma entusiasmante, si tratta di un nuovo lavoro che mi permette di esplorare percorsi nuovi. Sono coadiuvato, per fortuna, da persone di buona volontà ed esperienza, certamente quanto più si vive il territorio tanto meglio si conoscono le criticità.

Come ha trovato la scuola della nostra provincia, gode di ottima salute o è malata?
Diciamo che godo di una discreta salute, i problemi sono quelli di tutta Italia, carenza dell’organico ma con personale dotato di buona volontà e spirito di iniziativa. Con la legge detta della “buona scuola” abbiamo immesso 119 nuovi insegnanti di ruolo per il I e II grado e 125 per l’Infanzia e la Primaria.

Le migrazioni così temute dai diretti interessati sono state molte?
La percentuale di insegnanti provenienti da altre regioni non è mutato rispetto a quello che negli anni scorsi si spostava per una supplenza, la differenza è che si sono spostati per essere di ruolo.

Giudica, quindi, positiva la legge della “buona scuola”?
Questa legge ha sicuramente delle novità interessanti e valide ora bisognerà vedere in concreto come sarà applicata e se ci saranno i soldi per attuare tutto ciò che intende ancora sviluppare.

Quali sono le principali criticità del territorio?
La mancanza di organico e le strutture. Alcune scuole dovrebbero essere elastiche e dilatarsi per contenere tutti quelli che vogliono frequentarla, i presidi si trovano in una situazione difficile devono rispettare le norme ma non possono rifiutare, per esempio, alunni di paesi collinari che altrimenti dovrebbero fare chilometri.

Qual è il suo obiettivo primario?
Creare una rete scolastica per lavorare insieme e crescere culturalmente insieme. Una rete che permetterebbe ai presidi di generare un comportamento comune nella valutazione dei docenti in maniera tale da non creare discrepanze tra un istituto ed un altro. La priorità della sicurezza si attua proprio attraverso la rete, monitorando e coordinando le varie realtà e rendendo il lavoro più facile a tutti, con una burocrazia non finalizzata a se stessa. Spero nella collaborazione.

Qual è la parte migliore della scuola?
Senza dubbio il meglio della scuola è nelle persone, nell’umanità che la popola ogni giorno con dedizione e volontà.

Fausta Dal Monte

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