Costruire Insieme: 26 cuoche a spasso

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Accampate in piazza della Libertà non hanno intenzione di mollare ma protesteranno fino a quando il loro futuro sarà garantito

“Non vogliamo nessuna cooperativa ma continuare con quanto iniziato”: la voce di un’operatrice

Ancora accampate dopo settimane in Piazza della Libertà, munite di viveri e striscioni provocatori indirizzati all’amministrazione comunale, le operatrici del settore mensa dell’azienda “Costruire Insieme” tengono viva la loro azione di protesta per chiedere la continuità occupazionale e la sicurezza economica che serve per vivere. Attualmente sono 26 le cuoche rimaste senza contratto di lavoro, ma determinate a riavere il posto “toltoci dalla politica”.
Lo scorso 9 luglio, una dozzina di queste cuoche hanno deciso di farsi avanti e portare letteralmente le loro proposte in Comune, occupando la Sala Consigliare poco prima dell’inizio della Commissione Bilancio. Insieme a loro c’era Giovanni Maccarino, rappresentante sindacale dell’USB, sigla vicina alle operatrici di “Costruire Insieme”, che ha rivolto agli amministratori presenti queste parole: ‘’Siamo qua per confrontarci al fine di trovare un percorso sostenibile per garantire l’occupazione di queste persone. Voi vi occupate di tasse, ma senza più un reddito non potremo più pagarle per contribuire al mantenimento del Comune; vi invitiamo pertanto a riflettere anche su questo’’. La Commissione è quindi proseguita senza interruzione da parte degli occupanti che, al termine della seduta, hanno ricevuto la visita di alcuni agenti della Polizia Municipale che li ha invitati a lasciare l’aula, avvisandoli che in caso contrario sarebbe scattata una denuncia nei loro confronti.
Abbiamo incontrato una di queste cuoche per fare il punto della situazione. Marta da sei anni si occupa di ristorazione in vari asili di Alessandria, prima come dipendente diretta del Comune, poi come dipendente Aspal da settembre a luglio 2011, e in ultimo, sotto l’azienda speciale “Costruire Insieme”, fino alla scadenza del contratto.
‘‘Dichiarando il dissesto, il sindaco Rita Rossa ha assicurato che i tagli sarebbero partiti dall’alto” – ci dice l’operatrice – “a noi sembra invece che la giunta abbia cominciato a tagliare dagli stipendi di 1000 euro. Per gli asili è iniziato tutto quando è avvenuto l’aumento delle rette, che ha portato a un importante calo di iscrizioni. Noi abbiamo avanzato le nostre proposte, la giunta però ci ha sempre ignorati ed è andata diritta per la sua strada. Siamo qui per chiedere che Costruire Insieme venga mantenuta, essendo riuscita a produrre un guadagno di mezzo milione di euro. Rita Rossa, mentre dice di voler difendere l’azienda speciale, ha intenzione di affidare il servizio di ristorazione, a partire da settembre, ad una cooperativa. Da parte nostra c’è un rifiuto netto di un lavoro presso una cooperativa perché, oltre a non portare risparmi per il Comune, effettuerebbe tagli al personale. Chi verrebbe assunto da una cooperativa lavorerebbe di più per guadagnare di meno. Rita Rossa ha dimostrato di voler difendere Costruire Insieme solo a parole’’ – ha proseguito la cuoca – ‘‘ci è infatti venuta a dire che per settembre potrebbe essere fatta una graduatoria interna da cui attingere una decina di persone per la nuova cooperativa, dimenticando però che c’è ancora una graduatoria Aspal valida fino ad agosto del 2014. Nel corso degli anni il Comune ha investito su di noi attraverso numerosi corsi di formazione, così facendo si rischia di perdere importanti risorse umane.
Nelle altre partecipate sono state fatte assunzioni a tempo indeterminato in maniera non proprio pulita, mentre noi, che abbiamo sostenuto un concorso e ci siamo formate, rischiamo di perdere il lavoro. Cgil, Cisl e Uil si sono sempre opposte alla presenza dell’USB ai tavoli con il Comune, l’impressione è che ci sia un tacito accordo tra alcune sigle sindacali e il Comune. A settembre ci sarà la prova del nove quando verranno fatte le assunzioni. Non voglio esprimermi dal punto di vista politico, però il sindaco ha tradito le aspettative, dopo che, in campagna elettorale, ha ripetuto più volte lo slogan gli asili non si toccano”

 

Marcello Rossi

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