Serie C: l’Alessandria non si allena fino al 28 maggio, lo schiaffo di Gravina ha fatto solo rumore

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Com’era prevedibile, le società di serie C stanno esternando il proprio pensiero sullo ‘schiaffo’ del Consiglio Federale di ieri, 20 maggio, in cui la Lega Pro è stata isolata, insieme all’Assocalciatori, ignorando le decisioni dell’assemblea prese a larghissima maggioranza. In pratica il CF, presieduto da Gabriele Gravina, ha imposto la ripresa dei campionati si serie A, B e C con il 20 agosto come data ultima per terminare le competizioni. E i commenti sono tutti negativi. A tal proposito l’Alessandria Calcio 1912, sul proprio sito, ha pubblicato oggi pomeriggio la propria posizione. Eccola:

“Nel prendere atto delle decisioni del consiglio federale della FIGC circa la ripresa dei campionati e, segnatamente quello di serie C, l’Alessandria calcio conferma la posizione espressa nel corso dell’assemblea delle società dell’8 maggio scorso. La Società ribadisce l’oggettiva difficoltà ad attuare tutte le misure logistiche che conseguono a tali decisioni, facendo proprie, in tal senso, le osservazioni già espresse dai medici sociali circa la difficoltà ad attuare i diversi adempimenti sanitari, oltre al rischio per le persone e ai rilevanti costi economici connessi. In attesa delle decisioni del Governo, previste per il 28 maggio, pur mantenendo sospesa ogni attività della prima squadra, almeno fino a quella data, la società sta esplorando attraverso i propri medici sociali tutte le procedure e i passaggi utili al controllo delle condizioni di tutti i tesserati coinvolti in un’eventuale ripresa non auspicabile, considerata la situazione sanitaria ma anche quella legata alla competizione sportiva che a questo punto sarebbe decisamente condizionata dopo questo lungo stop”.

Sono totalmente d’accordo. Bravo Di Masi. E su questa idea sono allineate praticamente tutte le società di C, e qualcuno è stato pure meno signorile nei termini. E’ chiaro che questo ‘imperio’ perpetrato ai danni della Terza Serie Calcistica Italiana farà danni enormi, senza tenere minimamente in considerazione chi in questa categoria lavora, investe e tifa. Che sia una manovra per riformare di colpo il calcio italiano? Chissà….

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