L’Alessandria vince dopo 25 giorni,
il 2-1 nasce da un gran primo tempo.
Per il Lecco è decisivo il gol-fantasma concesso dall’assistente arbitrale

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Il tecnico grigio Angelo Gregucci in sala stampa alla Michelin nel pre-partita di sabato

L’Alessandria torna al successo dopo quasi un mese e resta incastonata in zona playoff, 8° posto con 37 punti, anche se lì in alto c’è molto confusione, 8 squadre in 6 punti, e la sensazione è che ci sarà da lottare fino alla fine col coltello fra i denti per strappare un posto agli spareggi. Però una squadra di lottatori è quello che vuole Gregucci, il cui lavoro sui giocatori è emerso a tratti. La squadra volitiva e aggressiva della prima frazione, al netto del gol-fantasma, ha messo sotto il Lecco, poi nella ripresa è emerso qualche limite ed è affiorata qualche vecchia paura: così si può spiegare il 2-1 finale.
Gli ospiti, forti delle scuse finali del direttore di gara, lamentano che la decisione del 1° assistente, Antonio D’Angelo da Perugia, abbia favorito l’Alessandria e innervosito il Lecco, però così va il calcio. In questa categoria non c’è la ‘gol-line-technology’ (perché quella sarebbe servita, non il VAR) e ci si deve fidare delle intuizioni delle terna arbitrale. Però la squadra dell’ex D’Agostino non ha sfigurato e nonostante la sconfitta resta fuori dalla zona playout, 15° a 28 punti, +2 sulla 16^ e -5 dalla zona playoff. 

LA PARTITA – Squadre schierate come previsto, 3-4-1-2 i grigi, 3-4-3 i blucelesti, moduli sostanzialmente identici e ‘a specchio’. Parte subito bene la squadra ospite, pericolosa con D’Anna al 4′ ma Valentini dice no. Al 9′ il momento-clou: angolo per i grigi, schiacciata di testa di Cosenza e parata del portiere. Dentro, dice l’assistente, e l’arbitro fischia il gol. Fuori, dicono quelli del Lecco, e protestano. Ma non c’è verso, D’Angelo conferma. Ha visto così, è 1-0. A vedere le immagini i piedi del portiere sono nettamente oltre la linea, ma le mani sono più avanti e la certezza che la palla sia tutta oltre la linea non c’è. Al 31′ Celia mette in mezzo e Chiarello gira di destro, ma Livieri è lì e para. Al 41′ altra fuga di Celia a sinistra, cross a cercare Martignago ma arriva Chiarello e tira due volte, murato dai difensori lecchesi. Al 44′ stesso schema, Suljic lancia il terzino che stavolta fa da solo: diagonale mancino e gol, 2-0. Per Celia 2° gol in campionato, per Cosenza era il primo.
Alessandria diversa dal solito, con la difesa più alta, più aggressiva, ordinata nel pressing, orchestrata benissimo da un giocatore, Gazzi, che è imprescindibile per questa squadra. Chiarisco: i grigi non sono Gazzi-dipendenti, ma se il ‘rosso’ capitàno non c’è, si vede e la squadra è confusa. E infatti è proprio il capitano a concludere il primo attacco della ripresa: al 54′ Eusepi apre a sinistra per Chiarello, la difesa respinge, dal limite il ’14’ grigio tira col sinistro e la palla esce di poco. Al 57′ il Lecco la riapre: Cheddira si beve Cosenza in dribbling e mette al centro, sinistro al volo di Bobb e 2-1. Al 70′ il gambiano arriva su una seconda palla e ci prova ancora, ma il suo mancino viene deviato sopra la traversa. Al 79′ grigi vicini al gol: duetto Arrighini-Eusepi, tacco di ritorno del ‘9’ ma il 30′, da solo, tira abbastanza male e Livieri para. Il Lecco attacca ma l’Alessandria controlla e non rischia. Altro contropiede all’89′: Eusepi (gran prova anche lui) strappa e apre per Sciacca a destra, l’ex-Inter entra in area e fa un tiro-cross che non impegna il portiere ed è troppo lungo per Arrighini. Stop. Game over. L’Alessandria di Gregucci prende forma.

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