ROMA (ITALPRESS) – Meno sprechi, ma il conto resta pesante. In Italia ogni anno finiscono nella spazzatura alimenti per un valore di 6,6 miliardi di euro: in media 25,7 chili di cibo a persona, pari a circa 112 euro. La buona notizia è che, per la prima volta, lo spreco domestico scende sotto la soglia dei 500 grammi a settimana. Secondo il Rapporto Waste Watcher, gli italiani ne gettano in media 493,7 grammi, l’11,17% in meno rispetto ai 555,8 grammi dello scorso anno. Un miglioramento significativo, che avvicina il Paese all’obiettivo dell’Agenda 2030: ridurre lo spreco fino a 369,7 grammi a persona ogni settimana. Ma la distanza dal traguardo resta ancora importante. E c’è un paradosso sociale: sono proprio le famiglie con meno risorse a sprecare di più, perdendo una quota proporzionalmente maggiore del proprio reddito. Lo spreco, quindi, non è soltanto un problema economico e ambientale, ma può amplificare le disuguaglianze.
Intanto cambiano anche le abitudini. Il 66% dei turisti nelle case vacanza dichiara di riuscire a consumare tutto il cibo acquistato, mentre nei ristoranti si diffonde sempre di più l’utilizzo della doggy bag per portare a casa gli avanzi. Un segnale positivo, in un sistema agroalimentare già sotto pressione per crisi climatica, instabilità geopolitica e aumento dei costi di produzione. Ridurre lo spreco significa quindi anche valorizzare meglio il cibo e le risorse impiegate per produrlo.
mgg/gtr/col
Intanto cambiano anche le abitudini. Il 66% dei turisti nelle case vacanza dichiara di riuscire a consumare tutto il cibo acquistato, mentre nei ristoranti si diffonde sempre di più l’utilizzo della doggy bag per portare a casa gli avanzi. Un segnale positivo, in un sistema agroalimentare già sotto pressione per crisi climatica, instabilità geopolitica e aumento dei costi di produzione. Ridurre lo spreco significa quindi anche valorizzare meglio il cibo e le risorse impiegate per produrlo.
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