Alessandria, sconfitta senza appello. La serie B sfuma ancora una volta

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Un sogno infranto, una delusione cocente, una beffa da incubo. Come se non fosse bastato il primo posto alla pari della ‘regular season’, divenuto secondo per gli scontri diretti con la Cremonese, è arrivata la sconfitta nella finale playoff con il Parma. Una sensazione difficile da descrivere per i 3.000 tifosi grigi accorsi al ‘Franchi’ di Firenze, e per le altre migliaia davanti alla TV, delusi dall’ennesima batosta calcistica, ma il risultato è giusto. Il 2-0 del Parma (11’Scavone, 67′ Nocciolini) è un boccone amarissimo da ingoiare, ma non fa una piega e rispecchia esattamente quanto visto sul campo.
A cosa si può aggrappare l’Alessandria? A nulla. Quando prendi due gol, non tiri mai in porta, il migliore dei tuoi è il portiere e l’arbitro dirige in modo ineccepibile, devi solo abbassare la testa e dire “bravo”. Ha giocato meglio, il Parma, l’ha impostata meglio, l’ha gestita meglio.
Niente da dire. Anzi, qualcosa è stato detto nell’intervallo, dal ds Pasquale Sensibile ai microfoni di Rai Sport. Il senso era più o meno questo: “Sono contento che la squadra sia andata ai riposo sotto di un solo gol. A volte bisogna difendere il vantaggio degli altri. Ma siamo in partita”. Era un modo, a mio avviso, di esorcizzare la gara, perché l’1-0 a metà per il Parma era poco, la differenza vista è stata maggiore. La speranza era che nell’intervallo scoccasse la scintilla, che i grigi si accendessero e rimettessero in piedi il risultato.

Un volta tornati in campo c’è stata solo un po’ di foga all’inizio, ma pericoli seri il Parma non ne ha mai corsi. Sul raddoppio è stato un po’ fortunato, il Parma, ma ha vinto tre tackle in area di rigore, mentre i difensori mandrogni sono parsi poco decisi. Molli come dopo il primo gol, molli come troppe volte in questa stagione. Un po’ di personalità manca, a questa squadra, ma lo scrivo da tempo. Un leader non c’è, ma si sa dall’inizio.
Molti speravano in Gonzalez, ma il Parma non è la Reggiana e soprattutto, D’Aversa non è Menichini, che ha lasciato al ‘postino’ l’uno-contro-uno con mezzo campo davanti. La punta argentina è stato marcata benissimo, ha sbagliato la scelta davanti alla porta sullo 0-0, regalando palla a Di Cesare, poi è sparito, commettendo errori anche elementari.
E saranno contenti i detrattori di Bocalon: senza di lui, squalificato, la squadra là davanti ha combinato pochino. Pazienza.

Il primo pensiero va al presidente Di Masi, a quello che ha fatto, a quello che ha speso, a quello che ha sofferto. Meritava la promozione, quest’anno, ma gli è andata malissimo.
La Lega Pro chiude i battenti, il Parma sale meritatamente in serie B, l’Alessandria resta purtroppo in serie C. Così, infatti, tornerà a chiamarsi da agosto.

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