Giovedì al Teatro Sociale di Valenza lo spettacolo “Zuppa di latte – Ueting for Carlin”

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Secondo appuntamento, giovedì 4 aprile (ore 21.00), con la rassegna “Morire dal ridere” del Teatro Sociale di Valenza. La compagnia astigiana Teatro degli Acerbi propone lo spettacolo “Zuppa di latte – ueting for Carlin”, una commedia tra realtà e favola, ispirata all’omonimo racconto del fondatore di Slow Food, Carlo Petrini.
Il legame con la terra, le tradizioni, il valore del cibo, della famiglia, la visione di un futuro migliore: tutto questo, condito con gag comiche, canzoni popolari e momenti di commozione, è “Zuppa di latte”.
I ricordi di Petrini, conosciuto da tutti come Carlin, partono dalle latterie, dagli avventori che vi andavano a mangiare, dai personaggi che lì si potevano incontrare, ed è da quello stesso luogo che prende avvio il racconto: una latteria dimenticata, come sospesa in una bolla di eterno presente. In una latteria anni ’70, una famiglia di lattai e i loro clienti abituali parlano di ciò che era, di ciò che è e di ciò che sarà senza distinzione tra passato, presente e futuro.
Le tradizioni e l’attualità, i progetti e le speranze, il dialetto e la lingua “colta”, la filosofia popolare e la poesia del cibo: di questo si parla nella latteria dei Menghi, nell’attesa che ritorni il figlio che “hanno mandato a studiare”, Carlin.
In questa attesa dai toni beckettiani, in questo tempo quasi cristallizzato nella continua riproposizione del quotidiano, mamma Maria legge le lettere del figlio con apprensione; papà Giuseppe è convinto che “uramai Carlin a l’è n’ Merica e u turna mai pì, e u fa ben!” Il dutur Crivelli, che ha studiato, si fa forte delle sua scienza e della sua razionalità; munsù Cosio spaccherebbe tutto, compresa la faccia di “quelli làfuori”; madama Berbotto ha un segreto da nascondere e ne sa più di quanto dia a intendere.
Interrogativi, personaggi curiosi e speranze conducono all’epilogo del racconto che termina con la consueta zuppa di latte per tutti.

“Zuppa di latte” nasce da un’idea di Luciano Nattino ed è firmata e messa in scena da Massimo Barbero, Patrizia Camatel, Dario Cirelli, Fabio Fassio ed Elena Romano.
Lo spettacolo ha il patrocinio della Condotta Slow Food Colline Astigiane – Tullio Mussa.

C’è tempo, inoltre, fino a martedì 30 aprile per iscriversi al Contest “Stand-up Valenza”, concorso per nuovi talenti della comicità, aperto a professionisti e non. Tra tutti i partecipanti la giuria ne selezionerà cinque che potranno proporre il loro show live sul palco di Valenza nella serata conclusiva di “Morire dal ridere”, giovedì 30 maggio. Il vincitore finale del contest avrà, poi, l’opportunità di inserire un proprio spettacolo all’interno della programmazione del Teatro Sociale di Valenza nella prossima stagione 2019/2020.

La rassegna “Morire dal Ridere”, terza edizione del format tra comicità, satira e umorismo, è organizzata dall’Associazione Valenza Teatro Social Club in collaborazione con CMC/Nidodiragno Produzioni e gode del contributo della Fondazione CRT, essendo tra i progetti vincitori di “Not&Sipari” 2018.

Prezzi dei biglietti: intero 12 euro / ridotto 8 euro (soci Novacoop; card L’oro dal Po al Monferrato).
I biglietti sono in vendita anche online su: https://www.liveticket.it/valenzateatro
La biglietteria è aperta da mercoledì a venerdì dalle ore 16.00 alle 19.00; sabato dalle 10.00 alle 12.00. 

Per informazioni e prenotazioni: tel. 0131/ 942276 – 324.0838829 – biglietteria@valenzateatro.it
www.valenzateatro.it / facebook @valenzateatro / Instagram @teatrosocialedivalenza

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