L’acquese in rivolta contro la provincia per la discarica a Sezzadio, Baldi si dimette da consigliere e ricorre al Tar

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il sindaco di Cassine in contrasto con Rita Rossa
Gianfranco Baldi dice no all’autorizzazione della provincia per la discarica di Sezzadio e si dimette dal consiglio provinciale in netto contrasto con le decisioni del presidente Rita Rossa. Lo scorso 17 febbraio la sindaca di Alessandria si era espressa favorevolmente alla discarica con un decreto provinciale che autorizza la ditta Riccoboni ad avviare i lavori in località Borio. “Dico no ad un atto provinciale senza mai aver consultato i sindaci della zona – sottolinea con amarezza il sindaco di Cassine -. La provincia non ha considerato i nostri dubbi e perplessità sull’autorizzazione e con le mie dimissioni annuncio il ricorso al Tar su questa scelta”. Alla protesta dell’ex consigliere provinciale si aggiungono le voci del sindaco Claudio Pronzato di Rivalta bormida, Alessio Monti di Strevi e Pier Giorgio Buffa di Sezzadio, città capofila nella battaglia e coinvolta in altri ricorsi contro la realizzazione della discarica.
Nei prossimi giorni verrà formalizzato il ricorso al Tar dei Comuni di Acqui Terme, Strevi, Cassine, Rivalta Bormida e Castelnuovo Bormida avverso il decreto del presidente della provincia di Alessandria. In particolare contro “l’espressione giudizio positivo di compatibilità ambientale per fase di valutazione procedura di V.I.A. e rilascio di autorizzazione integrata ambientale per il progetto di realizzazione di impianto di discarica rifiuti non pericolosi in località Cascina Borio di Sezzadio”. Oltre al danno ambientale per tutto il territorio, perché la discarica di Sezzadio e l’impianto di soil washing di Predosa sorgerebbero sull’area di ricarica e di RISE dell’acquifero profondo da cui traggono alimentazione i pozzi AMAG di Predosa che riforniscono gli acquedotti pubblici di Acqui Terme ed altri Comuni dell’acquese, non è, infatti, da sottovalutare il danno alle caratteristiche naturalistiche, paesaggistiche, turistiche e monumentali della zona ( vedasi Abbazia di Sezzadio), dato che, con la costruzione dell’impianto e della discarica, nascerebbe nella zona uno dei più consistenti poli di trattamento e stoccaggio rifiuti speciali del nord.
La protesta proseguirà con una manifestazione a Torino il prossimo 11 giugno.
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