Terme di Acqui svendute a meno di 10 milioni di euro a “South Marine”, fallisce l’offerta della cordata acquese. La piscina in funzione entro metà giugno

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La piscina abbandonata di Acqui ad un mese dalla sua apertura

Le Terme sono di proprietà svizzera, esattamente della South Marine Real Estate. Non è ancora ufficiale ma la notizia trapela in comune e in città dove si attende da tempo un piano industriale per il rilancio del territorio. Ieri si è svolta l’assemblea di FinPiemonte Partecipazioni e dopo circa dieci anni di tentativi l’ultimo consiglio di amministrazione, presieduto da Stefano Ambrosini, ha riconosciuto valida l’offerta a ribasso di 9,5 milioni presentata dalla società elvetica di Gianlorenzo Binaghi. A nulla è servito l’interesse del gruppo locale guidato da Orione con un’offerta più alta arrivata troppo tardi sul tavolo della controllata della regione Piemonte.

Lo scorso autunno la stessa “South Marine” aveva partecipato ad un primo bando aggiudicandosi Terme di Acqui s.p.a. a poco più di 16 milioni di euro, ma dopo alcune problematiche emerse successivamente, gli stessi aggiudicatari erano scomparsi. Fino allo scorso marzo, quando le stesse cordate svizzera e acquese, hanno aderito ad un nuovo bando scaduto a metà aprile. Ora gli acquesi dovranno attendere altri 30 giorni per concludere i vari adempimenti e sapere il futuro di tutte le strutture termali in funzione tra cui Il Lago delle sorgenti e il Grand Hotel e quelle ferme da tempo come lo stabilimento Regina, l’ex Clipper e l’ex piscina più grande d’Europa. Almeno quest’ultima aprirà entro un mese con l’affidamento, deciso in questi giorni, alla ditta Giordano Piscine.

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