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domenica, Ottobre 17, 2021

Vinitaly 2017, fatturato record per il comparto e opportunità per le imprese alessandrine

Partiamo dai numeri. Il fatturato del vino e degli spumanti in Italia cresce del 3% e raggiunge nel 2016 il valore record di oltre 10,1 miliardi per effetto soprattutto delle esportazioni che hanno raggiunto il massimo di sempre a 5,6 miliardi (+4 per cento) mentre sono risultate in leggera crescita anche le vendite sul mercato nazionale pari a circa a 4,5 miliardi, per effetto anche dell’aumento nella grande distribuzione organizzata (+1%).

“Il vino italiano è cresciuto scommettendo sulla sua identità, con una decisa svolta verso la qualità che ha permesso di conquistare primati nel mondo dove oggi una bottiglia esportata su cinque è Made in Italy”, ha dichiarato il presidente di Coldiretti Alessandria, Roberto Paravidino, nel denunciare che “a frenare le imprese più dei dazi è la burocrazia e occorre quindi ora concretizzare il risultato di semplificazione ottenuto con l’approvazione del Testo Unico “taglia burocrazia”, che è il frutto di una lunga mobilitazione per liberare le energie del settore più dinamico del Made in Italy a tavola”.

Un esempio di dinamicità e innovazione come quello dimostrato dalle aziende Coldiretti della provincia di Alessandria entrate nella selezione dei migliori 100 vini, tutte della zona del Casalese:

  • Grignolino del Monferrato Casalese Docg 2016

“Vi.Ca. Ra srl” – Rosignano Monferrato

Punteggio 91

  • Grignolino del Monferrato Casalese Doc “Arbian” 2015

“Angelini Paolo” società agricola ssa – Ozzano Monferrato

Punteggio 90

  • Grignolino del Monferrato Casalese doc “Grignò” 2015

“Beccaria Davide” – Ozzano Monferrato

Punteggio 90

Inoltre all’Azienda “Beccaria Davide” di Ozzano è stata assegnata la “Gran Medaglia di Cangrande – Benemeriti della vitivinicoltura per il Piemonte”.

IMG-20170410-WA0002“Il settore del vino dimostra più di altri che l’agricoltura è in grado di offrire opportunità di lavoro sia a chi vuole investire con progetti innovativi sia a chi vuole fare una esperienza in campagna a contatto con la natura anche solo per integrare il proprio reddito”, ha continuato Paravidino nel denunciare che “la prima vendemmia senza voucher rischia di far perdere 25mila posti di lavoro tra le vigne per giovani e pensionati e occorre trovare pertanto presto una valida soluzione alternativa nell’interesse delle imprese e dei cittadini”.

Importante la proroga del registro telematico del vino al 30 giugno salva dalle sanzioni circa seimila cantina che ora hanno più tempo per adeguarsi. Ad oggi infatti sono 17mila gli operatori che si sono registrati su un totale di 23mila attesi. Il decreto attuale, in scadenza al 30 aprile ed ora prorogato, serve per accompagnare al meglio i produttori verso il nuovo registro dematerializzato che consentirà un netto taglio della brurocrazia.

In tema di dematerializzazione dei registri Coldiretti sottolinea la condivisione del progetto e l’importanza di completare il percorso di semplificazione avviato, mediante  la messa a regime dei servizi connessi che consentiranno di eliminare le comunicazioni verso la pubblica amministrazione e le strutture di controllo.

Nel 2016 rispetto all’anno precedente le vendite hanno avuto un incremento in valore del 6% negli Usa che si confermano il primo cliente, seguiti dalla Germania dove la crescita è del 2% e dal Regno Unito dove l’export aumenta del 2%. A preoccupare per il 2017 sono dunque le misure neoprotezionistiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per favorire la produzione locale che dopo una crescita tumultuosa ha raggiunto una produzione di 22,5 milioni di ettolitri collocandosi al quarto posto dopo Italia, Francia e Spagna. Ma gli Usa hanno conquistato nel 2016 il primato mondiale nei consumi di vino con 30,1 milioni di ettolitri con l’Italia che è il primo fornitore e realizza ben un quarto (24%) del fatturato all’estero proprio sul mercato americano.

L’Italia, con una produzione di vino di 48,7 milioni di ettolitri, ha conquistato nel 2016 il primato mondiale davanti ai cugini francesi dal punto di vista quantitativo mentre da quello qualitativo va segnalato che quasi una bottiglia prodotta su tre (32%) è a denominazione di origine, tanto che l’Italia ha guadagnato il primato in Europa per numero di vini con indicazione geografica (73 Docg, 332 Doc e 118 Igt).

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