Tampone positivo per oltre un mese? Partecipa allo studio ESAURI-T

0
223

I risultati serviranno a capire le complesse interazioni tra Covid-19 e sistema immunitario

Hai contratto il Covid-19 e hai ancora il tampone positivo dopo quattro settimane nonostante tua sia asintomatico o abbia sviluppato sintomi molto lievi? Se hai una età compresa tra i 18 e i 65 anni e non presenti nessun’altra malattia per la quale devi assumere farmaci, potrai aiutare la ricerca partecipando allo studio ESAURI-T che richiede solo prelievi di sangue e la ripetizione del tampone. L’obiettivo è capire le complesse interazioni tra Covid-19 e sistema immunitario: ESAURI-T si basa infatti sull’ipotesi che il virus sia stato capace di “paralizzare” le cellule del sistema immunitario, in particolare i Linfociti T, impedendo loro di combatterlo.

Alla base dello studio il possibile parallelismo tra i meccanismi che i tumori utilizzano per “evadere” il sistema immunitario che potrebbero essere simili a quelli di virus, come spiegano i professionisti aziendali che hanno ideato lo studio, Guido Chichino, Direttore di Malattie Infettive AO AL, Marco Mussa dirigente medico di Malattie Infettive e Federica Grosso, Responsabile Mesotelioma: “Il fenomeno della persistenza del tampone positivo per oltre un mese – spiegano – potrebbe essere dovuto al processo denominato “Immunoesaurimento”. L’Immunoesaurimento è una disfunzione di un sottogruppo di globuli bianchi (Cellule T) tipica delle infezioni virali croniche e del cancro, in cui la stimolazione dell’antigene non si esaurisce e la funzione delle Cellule T è profondamente alterata. Il fenomeno si manifesta con una incapacità delle cellule del sistema immunitario a contrastare efficacemente le infezioni virali e il cancro. Molteplici fattori sono legati all’Immunoesaurimento delle Cellule T e alla sua severità, questi includono la durata e l’importanza della stimolazione antigenica, la presenza di attivazione da parte di altri cloni cellulari, la presenza di citochine stimolatrici o soppressive e l’espressione di alcuni tipi di recettori. Nel nostro Ospedale stiamo quindi studiando i meccanismi che il virus Covid-19 usa per esaurire questi  linfociti T”. Lo studio, inoltre, è supportato dal Rotary, che l’Azienda ringrazia per la collaborazione e l’attenzione.

Lo studio si inserisce nelle numerose attività di ricerca che l’Azienda Ospedaliera conduce sia sul Covid (sono circa 35 i progetti avviati) sia sugli altri filoni di ricerca correlati alle patologie ambientali coordinate dall’Infrastruttura Ricerca Formazione e Innovazione diretta da Antonio Maconi.

L’appello dei professionisti è rivolto a quei soggetti che, anche se in buona salute, hanno dovuto stare in isolamento per lunghissimi periodi. Chi è interessato a partecipare allo studio può contattali ai seguenti indirizzi mail: guido.chichino@ospedale.al.it; marco.mussa@ospedale.al.it; federica.grosso@ospedale.al.it.

Print Friendly, PDF & Email