Sezzadio per l’Ambiente: “Ce lo chiede l’Europa…ed anche la nostra coscienza!”

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Riceviamo e pubblichiamo.
Spesso in questi 6 anni, ci è capitato di incontrare persone che in modo più o meno velato sostenevano che la nostra fosse una battaglia contro i mulini a vento.
Spesso i ragionamenti sconfortanti sulla poca fiducia che si riuscisse a far cambiare il corso degli eventi erano alla base anche di alcuni esponenti politici che si sono succeduti o che hanno attraversato le vicende per le quali ci battiamo da anni solo per presenzialismo e con poca convinzione.
Non nascondiamo nemmeno che a volte anche in noi sorgono interrogativi sul valore del percorso che ci ha portato ad intraprendere una lotta così impegnativa a livello personale soprattutto quando ci si rendeva conto che le Istituzioni, quelle che dovrebbero proteggere i cittadini, la salute pubblica, l’acqua ed il buonsenso, proprio le Istituzioni erano alla base di scelte sbagliate o colluse con chi inseguiva interessi privati a discapito della collettività.
 
Poi però ci si può girare indietro e guardare alle tante Assemblee, alle riunioni, alle Manifestazioni partecipate da famiglie , donne, anziani e bambini, ai tanti “scontri” con i politicanti di turno che hanno contribuito a far cadere su questi temi Sindaci e Presidenti della Provincia poco o per nulla attenti (per usare un eufemismo) alle richieste della popolazione, alla nascita di Comitati di cittadini localmente che hanno marciato compatti e solidali in un’unica direzione, ognuno parlando la propria lingua ma ognuno rispettoso delle altrui differenze, alle interrogazioni Regionali, Parlamentari ed Europee e, senza ipocrisia, con grande orgoglio si trovano le energie per continuare ad avanzare con ancora più convinzione le nostre richieste.
 
Per farle valere, oltre all’instancabile lavoro dei Comitati per mantenere le mobilitazioni su questi temi, si è creata anni fa, grazie all’impegno di alcuni Sindaci del territorio e di Enzo Daniele, Presidente di Sezzadio Ambiente, una convenzione di Sindaci a difesa dell’acqua nella Valle Bormida a cui hanno ad oggi aderito 30 Comuni.
Ma cosa chiediamo?
Chiediamo l’applicazione di un principio sancito in Europa, il principio di precauzione, che sostanzialmente localizzerebbe le discariche lontano da aree all’interno del piano tutela acque e dalle zone di rise (aree ricarica falde per consumo umano) e che non avrebbe mai permesso a Riccoboni di presentare un progetto del genere sopra un area come quella di Sezzadio oltre a non permettere agli Enti preposti di dare criminali Autorizzazioni a questi progetti come invece è stato fatto.
 
Ebbene, qualche mese fa, è iniziata una collaborazione tra la Convenzione dei Sindaci della Valle Bormida ed alcuni Comuni di un’altra area piemontese, la Valledora, alle prese con gli stessi problemi e con le stesse esigenze di tutela del territorio soprastante una falda acquifera di importanza strategica per l’intera area.
 
Con un unica grande e drammatica differenza rispetto al nostro territorio: loro hanno iniziato tardi. Da anni la loro falda risulta inquinata proprio da insediamenti e da discariche concesse negli anni precedenti ed ora le popolazioni si trovano a dover fare i conti con inquinamento diffuso dell’acqua che alimenta il territorio.
 
Il Sindaco di Tronzano Vercellese, Andrea Chemello, ha fatto sue le preoccupazioni e le istanze del territorio che amministra e ha dimostrato che la costanza e l’impegno possono portare a ottimi risultati anche per un semplice Sindaco di un piccolo paese. Con lui, e con gli altri 12 Sindaci della Valle Dora riunitesi in una recente convenzione sull’esempio di quella della Valle Bormida in essere già in questi anni, si lavorerà per continuare a sollecitare la Regione Piemonte e farla arrivare a prendere scelte veramente utili alla popolazione, che favoriscano l’essere umano anzichè le tasche di qualche azienda amica o di qualche sponsor di partito.
 
Da oggi, sembra che in questa crociata di buonsenso si unirà anche l’Europa!
 
Vi consiglio e invito tutti a guardare questo video in cui le massime Istituzioni Europee sembrano prendere un impegno più che formale rispetto alle nostre istanze in Regione Piemonte.

 

Ai cittadini chiediamo solo una cosa: di non delegare, di continuare a mobilitarsi, di seguire le Assemblee del territorio, di partecipare alle Manifestazioni, ai Presidi ed a tutte le iniziative che si porteranno avanti.
Questo è l’unico modo per far capire a chi ci governa, sia esso un Sindaco, un Consigliere Regionale, un Parlamentare, un Prefetto o un Tecnico del territorio, che qualunque cosa decideranno, in Valle Bormida troveranno sempre la popolazione disposta, se necessario, a combattere per garantire la tutela del territorio e dell’acqua in esso contenuta.
La tragedia dell’Acna di Cengio, i morti per l’inquinamento, i tumori alla tiroide e le malattie alla tiroide con cui tanti cittadini (soprattutto le donne) stanno ancora facendo i conti in Valle Bormida ce lo hanno insegnato, ci hanno allenato alla resistenza ed hanno dimostrato cosa significhi mobilitarsi per difendere il diritto alla vita.
 
E questa è anche la nostra promessa: non faremo mai un passo indietro su questa battaglia.
Non faremo e non accetteremo mai compromessi sulla salute delle persone.
Siamo consapevoli di essere nel giusto.
Costi quel che costi.
 
NO PASARAN!
Sezzadio per l’Ambiente
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