Scontro Fratelli d’Italia ed Enrico Bertero

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Fratelli d’Italia:

“Ha destato divertimento la lettura delle motivazioni che il Sindaco Bertero ha elencato per giustificare la sua decisione di allontanare Fratelli d’Italia dalla coalizione di centro-destra. Una “pronta risposta” da parte del Sindaco giunta con quasi una settimana di ritardo.

Oltre a puntualizzare il fatto di non voler avere nulla a che fare con i vertici del Partito, con attacchi personali e cadute di stile davvero di cattivo gusto, e dichiarando inesattezze circa le passate elezioni, Bertero si è lasciato sfuggire la vera motivazione dell’allontanamento di Fratelli d’Italia dalla coalizione di centro destra, caso unico in tutto il Nord-Ovest in Italia: la direzione dell’Acqui Storia.

Ebbene si, in quanto Bertero ha dichiarato: “Sull’Acqui Storia ho le idee ben chiare. In caso di elezione lo porterei avanti io. Ho sempre diretto la politica comunale della Cultura e quindi non avrò problemi a gestire anche questa situazione”. Questa la motivazione che ha prevalso sul buon senso di tenere unito il centro-destra. Intanto, ha dichiarato Bertero, “posso tranquillamente fare a meno dei loro voti”.

Fa sorridere inoltre l’accusa a un Partito che vede ai suoi vertici comunali, provinciali, regionali e nazionali tutti under 40 di essere “da Prima Repubblica”.

La “Prima Repubblica”, caro Bertero, al massimo è stata vista sui libri di testo a scuola. Fa sorridere meno il mittente di questa accusa che non ha pensato due volte a cercare l’appoggio in Consiglio di eletti nel Partito Democratico con un trasformismo, questo si, che alla prima Repubblica può solo fare invidia.


Questa è per noi l’ultima comunicazione circa il rapporto del nostro Partito con il Sindaco. Acqui Terme ha bisogno di un centrodestra unito che si opponga alla sinistra che tanti danni sta facendo in Provincia e in Regione. Ovviamente da oggi, lasciando da parte le sterili polemiche, lavoreremo perché un Sindaco di centrodestra torna a sedersi a Palazzo Levi”.

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