Passato il dissesto, ancora interrogativi sulle partecipate di Alessandria

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Alessandria è uscita dal dissesto ma le difficoltà e le incognite per le sue partecipate non sono scomparse, tutt’altro. L’ammiraglia Amag appare in salute e ha già intrapreso scelte importanti, come lo scorporo societario in Reti Gas e Reti Idriche. La seconda newco resta al 100% in mano alla controllante, mentre la prima attende il potenziale ingresso di un partner privato di minoranza, in prospettiva della futura gara d’assegnazione. Un crocevia importante nel futuro di Amag, che è però alle prese con grattacapi già esistenti. Alcuni li hanno denunciati i sindacati Cgil, Cisl e Uil in una conferenza stampa, in relazione ad Amag Ambiente. partecipate-alessandria-2Personale in riduzione dal 2014, un contestato avanzamento di livello per 3 lavoratori amministrativi (poi sospeso), la mancata distribuzione dell’utile di 800.000 su tutti i dipendenti, il rischio di un’esternalizzazione di alcuni servizi, una generale assenza di direzione dovuta a un piano d’azienda non ancora redatto, è stato lungo e circostanziato il quaderno delle lamentele delle organizzazioni sindacali, all’erta anche per quanto accadrà ad Amag Mobilità. Alla fine dell’anno l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale, ereditato dalla moribonda Atm, scade e all’orizzonte si prospetta anche qui una gara d’assegnazione, aperta a tutti gli scenari, pure con il coinvolgimento di soggetti privati. Irta d’interrogativi è anche la scelta del Comune di sottoscrivere garanzie fideiussorie per conto di Aral, per la gestione delle discariche di Pecetto e Solero, con la lussemburghese Gable Insurance, tuttavia avviata verso il fallimento.

Stefano Summa
@Stefano_Summa

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