Il disordine domestico, spesso giustificato da motivazioni sentimentali o, più comunemente, dal rassicurante adagio del “non si sa mai”, rappresenta una sfida universale. Si tende a conservare una miriade di oggetti nella vaga speranza che un giorno possano tornare utili, che ritornino di moda o che si riesca finalmente a ripararli. Invece, in realtà, la maggior parte di questi articoli per ogni evenienza resta inutilizzata, relegata in cassetti e contenitori, occupando spazio fisico ed energia mentale.

LA REGOLA PRATICA – Per affrontare questo accumulo di oggetti superflui, esiste una regola pratica e sorprendentemente liberatoria: il metodo di SGOMBERO 20/20. Ideato da The Minimalists, questo approccio trasforma il processo di eliminazione in una decisione rapida e priva di sensi di colpa. La sua essenza risiede in una domanda cruciale posta per ogni oggetto in esame: sarebbe possibile sostituirlo in meno di 20 minuti e per un costo inferiore ai 20 euro?

LA RISPOSTA – Se è positiva, cioè SI, l’oggetto può essere tranquillamente lasciato andare. Questa soglia pratica è studiata per neutralizzare l’ansia del “e se poi mi serve?”, riconoscendo quando il timore di un’eventuale necessità futura è, in realtà, una giustificazione per un accumulo inutile. Un caricabatterie di riserva non specifico o un oggetto di merceria extra, ad esempio, sono quasi sempre facilmente reperibili, rendendo la loro conservazione superflua.
IL METODO 20/20 – Funge da strumento logico per distinguere tra ciò che è utile e ciò che è solo un ingombro. Adottando questa regola, si supera il dibattito emotivo e si ottiene il permesso di liberarsi di quegli oggetti “falsamente utili” che appesantiscono l’ambiente domestico e la mente.
Sebbene non sia applicabile ad ogni categoria di oggetti, come i beni di valore sentimentale o le scorte stagionali, il 20/20 è un punto di partenza eccezionale per affrontare l’eccesso di cianfrusaglie, alleggerendo lo spazio in modo intelligente e funzionale.

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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