Le lavoratrici delle pulizie dell’ospedale ricevute dal Prefetto ma andremo avanti fino a che non otterremo risultati concreti

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Nel pomeriggio di ieri, ADL Cobas insieme alle lavoratrici delle pulizie dell’ospedale di Alessandria ha dato vita ad un presidio statico sotto la Prefettura di Alessandria.

Sin dai primi momenti di contatto con le dipendenti Team Service (che nel mese di maggio ha ottenuto l’appalto subentrando alla Reekep), ci siamo accorte di quanto quell’ambiente fosse attraversato da iniquità e ingiustizie.

Abbiamo incontrato lavoratrici determinate e consapevoli, ma anche sole e prive di speranze.
Insieme a loro abbiamo snocciolato le questioni più dirimenti e inaccettabili e da qui siamo partite:
– centinaia di lavoratrici che ogni giorno attraversano i reparti dell’ospedale e poi tornano a casa dalle proprie famiglie non sono mai state sottoposte a tampone Covid-19 dal mese di marzo ad oggi. Tutte le categorie lavorative presenti in ospedale sono tenute ad effettuare con cadenza regolare i controlli per scongiurare il rischio di contagi e diffusione del virus all’interno delle strutture di cura, eppure le lavoratrici delle pulizie, che entrano nelle stanze, toccano e spostano oggetti, puliscono e igienizzano dove prima era sporco, non hanno diritto di accesso al fondamentale sistema di prevenzione. Ci sembra incredibile che da marzo ad oggi nessuno abbia richiesto che i tamponi venissero eseguiti, eppure sembra proprio che il problema sia emerso solo nell’ultimo mese, da quando ADL Cobas è entrato all’interno della struttura e siamo determinate a trovare una soluzione.
– Gli spogliatoi in cui le lavoratrici si cambiano ogni giorno si trovano all’interno del percorso di isolamento individuato per far accedere all’ospedale le ambulanze che trasportano pazienti positivi. Non crediamo ci sia altro da aggiungere, balza agli occhi l’insensatezza di definire un corridoio isolato e poi farlo attraversare da lavoratrici che non solo rischiano di contagiare se stesse e i propri cari, ma anche i pazienti ricoverati in ospedale.
– I dispositivi di sicurezza (guanti, mascherine, tute…) non sono sempre forniti in misura sufficiente e – soprattutto nei periodi in cui i numeri dei contagi salgono e vi sono interi reparti dedicati ai pazienti positivi – non è accettabile che le lavoratrici siano costrette a svolgere i propri compiti senza le misure di sicurezza adeguate.

Come già abbiamo ripetuto più volte queste sono solo alcune delle cose su cui intendiamo lavorare nei prossimi mesi: il tema del rinnovo del CCNL e della sua applicazione, così come quello legato alla turnazione e alle ore di straordinario, sono nella nostra agenda sindacale e non intendiamo lasciarle da parte. Tuttavia ieri abbiamo deciso di portare sotto la Prefettura le nostre richieste in merito alla prevenzione dal Covid-19, convinte che la salute e la tutela delle persone che lavorano sia un elemento cardine e imprescindibile.

Durante il presidio una delegazione sindacale è stata ricevuta dal Prefetto che ha preso in esame le nostre istanze e si è fatto portavoce delle richieste delle lavoratrici, impegnandosi a sollecitare chi di competenza per risolvere le problematiche collegate alla tutela della salute delle lavoratrici. Confidiamo nel fatto che nei prossimi giorni la situazione si sbloccherà e che la Team Service e l’Azienda Ospedaliera si renderanno conto della grave situazione di pericolo in cui stanno mettendo le lavoratrici delle pulizie e tutt* coloro che attraversano l’ospedale.

Siamo determinate a portare avanti le istanze delle lavoratrici fino a che non otterremo risultati concreti e soddisfacenti.

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