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mercoledì, Ottobre 27, 2021

Spifferi e correnti

Che corrente, che spifferi in questa Italia a pezzi!
Non è colpa dell’autunno ma delle troppe correnti che aleggiano; perfino il partito-azienda si è spaccato.
Falchi e Colombe svolazzano sulla testa degli italiani e sbattendo le ali sollevano polvere e qualche volta inzaccherano i baveri degli ignari passanti – cittadini.
Aria e mulinelli dappertutto, porte che sbattono e correnti di un’aria malsana che tira da più parti e che paralizza la nazione, anzi la avvolge in un puzzo madido e maleodorante che non promette nulla di buono.
vignettaDall’altra parte del coro ci sono tante, troppe correnti che fanno male, perché lo si sa, fin da bambini, che gli spifferi portano malanno e allora le primarie del Pd sembrano più un elenco della spesa che un esercizio democratico e misurato.
Quattro candidati per una dozzina di correnti.
Pd ma bersaniano o lettiano o dalemiano o bindiano o della corrente Rifare l’Italia, o dei cristiano sociali, o degli ecologisti democratici o renziano o franceschiano, o fassiniano o Semplicemente Democratico.
Neanche la democrazia cristiana aveva tutte queste correnti e spifferi!
La pluralità è democrazia, certo, ma anche immobilità perché come dicevano le nonne “Troppi galli in un pollaio, non fa mai giorno”. L’effetto di questo scenario è un fiume di parole: falchi, colombe, lealisti e governativi, rappresentanti delle varie correnti che si rincorrono durante il giorno con comunicati stampa e note di palazzo.
Parole, parole, parole mentre l’Italia non va e nonostante i proclami di ripresa, i dati dicono che i poveri sono raddoppiati, sono quasi 5 milioni e lo sanno bene le famiglie, le piccole imprese, i commercianti, gli artigiani ma questa è un’altra Italia, è quella vera, concreta, è quella che non si riconosce più con il Palazzo che continua a fare sempre e soltanto rima con intrallazzo.
Un popolo in ginocchio, stordito dalle chiacchiere, dagli pseudo intrighi internazionali alla Ian Fleming e dalle grida di chi si propone come salvatore dalla patria; essere storditi non significa, però, essere addormentati per sempre e le corde anche le più lunghe e le più doppie prima o poi si spezzano. Equità e giustizia sociale, ecco quello a cui brama, di cui ha bisogno in modo spasmodico il popolo, non di aria e per giunta neanche fritta.

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