Bottegai senza lavoro

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Buonasera Sig.ra Milly,

mi chiamo Giancarlo e sono un macellaio. Ho lavorato per anni nella macelleria di famiglia. Mio padre e suo padre prima di lui avevano lavorato nella stessa macelleria. Eravamo conosciuti da tutti. Tutti venivano a comprare da noi.
Poi qualcosa è cambiato. È arrivato il supermercato in fondo alla strada… poi il grande magazzino fuori dal paese e per finire il centro commerciale.
Non ho avuto speranza. Ho dovuto chiudere bottega.
Ho 50 anni e non ho più speranza. Ho famiglia e non so come mantenerla.
Mio figlio, per fortuna, ha un piccolo impiego, ma non è giusto che un ragazzo a 30 anni mantenga i suoi genitori. Io so fare solo questo lavoro.
Non so più dove sbattere la testa…
Mi aiuti almeno lei…

Giancarlo
MILLY-IN-ROSSOGrazie Giancarlo, per avermi scritto ed è con una tristezza infinita che ti rispondo qui sul giornale, perchè vorrei che tutti ascoltassero il dolore che trapela dalle tue parole.
Non consola sapere che troppe persone sono nella tua stessa situazione, non consola sapere che questa crisi sta colpendo tutti, quando non si sa dove sbattere la testa per portare a casa i soldi necessari alla sopravvivenza.
Grandi supermercati che stritolano le piccole attività il cui mondo è tradizione, qualità, rapporti umani, supermercati aperti senza pensare all’enorme danno che avrebbero creato a tante famiglie. Questi grandi centri, che spesso aprono anche dove non potrebbero, muovono interessi economici tali da passare sopra la vita delle persone e intanto si arricchiscono sempre gli stessi.
Se i responsabili di queste aperture avessero l’accortezza di assumere all’interno coloro ai quali hanno tolto il lavoro, ci sarebbe almeno una facciata di umanità. Questo però non accade quasi mai, spesso e volentieri assumono personale con contratti trimestrali, che alla scadenza non rinnovano, lasciando tutti insoddisfatti e nuovamente disoccupati. Ai politici dico soltanto, che i progetti sul territorio dovrebbero essere vagliati meglio, calcolando le serie conseguenze economiche e sociali di quelle iniziative scenografiche che portano soltanto voti sotto elezioni ma non tengono conto del tessuto reale economico.
Cosa posso fare per te caro Giancarlo di concreto, per darti un aiuto? Posso dirti di non perdere mai la speranza, ricordati che dopo la notte arriva sempre la luce del giorno e che a volte possono presentarsi nella nostra vita opportunità inaspettate.Voglio fare per te un appello a tutti i lettori di Zapping News e chiedere se qualcuno ha un’opportunità di lavoro per un padre di famiglia che si trova in un momento di forte disagio.
Non chiudiamoci, cerchiamo di reagire con l’amore e l’unità che dovrebbe essere
propria di noi esseri umani.
Ti abbraccio.

Milly

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