ROMA (ITALPRESS) – L’offensiva militare in Iran fa impennare le quotazioni del greggio e riaccende l’allarme sui carburanti. Le tensioni tra Stati Uniti, Israele e Teheran si stanno già traducendo in rincari sui mercati energetici, con effetti immediati su benzina e diesel e il rischio di nuovi aumenti anche per luce e gas. L’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran si riversa sui mercati, con il gas in prima linea dopo lo stop del Gnl dal Qatar. Le quotazioni accelerano e per famiglie e imprese italiane si profila un conto più salato, tra utenze domestiche e carburanti. In salita i due principali indici di riferimento per il prezzo del petrolio a livello mondiale: il Brent guadagna il 9% a 85 dollari il barile, per la prima volta da luglio 2024, anche l’indice West Texas Intermediate supera i 70 dollari, con rialzi intorno al 5%. Ma è il metano a correre di più, con rincari che hanno toccato punte del 50%. In forte tensione pure il diesel, con quotazioni in netto aumento. A pesare è soprattutto il calo del traffico nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale da cui passa circa il 20% del petrolio mondiale. Ogni limitazione in quell’area strategica alimenta la speculazione e spinge in alto i prezzi dell’energia.
sat/azn
sat/azn