Corridoio interno del carcere torinese

Un detenuto italiano, Francesco Curcio, classe 1972, si è tolto la vita lunedì nel carcere di Torino, impiccandosi nei bagni con un cappio fatto di stracci. Lo ha reso noto Vicente Santilli, segretario nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE). Secondo quanto riferito, non sono ancora note le ragioni dell’insano gesto. Nonostante il tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria, non è stato possibile evitare la tragedia.

Sull’accaduto interviene anche il segretario generale del SAPPE, Donato Capece: “Questo dramma riporta alla luce importanti interrogativi riguardo al sistema di assistenza psicologica e sanitaria negli istituti. La Polizia Penitenziaria si trova a lavorare in condizioni di emergenza seria, dove spesso le carceri sono utilizzate come ospedali psichiatrici improvvisati. In mancanza di personale esperto, molte problematiche individuali vengono sottovalutate e la gestione di tali situazioni ricade sulla Polizia Penitenziaria, che deve essere pronta a svolgere ruoli diversi”.
E poi ancora: “Il suicidio di un detenuto è fonte di forte stress, sia per gli altri detenuti sia per il personale, che opera ogni giorno con professionalità e umanità in condizioni difficili. Occorre rafforzare i programmi di prevenzione e i servizi di intervento, a tutela di tutta la comunità penitenziaria. Il Governo è consapevole della situazione e si auspica, a breve, un confronto per definire strategie condivise”.

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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