Quarto suicidio dall’inizio dell’anno nella Casa Circondariale di Torino e 6° complessivo negli istituti penitenziari del Piemonte. Nella tarda serata di martedì un detenuto svizzero, con una lunga pena da scontare, si è tolto la vita all’interno del padiglione B. A trovare il detenuto è stato un agente della Polizia Penitenziaria in servizio nella sezione, durante il normale giro di controllo serale. Immediato l’allarme e l’intervento del personale sanitario con un’ambulanza medicalizzata. Nonostante i soccorsi, poco prima della mezzanotte il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso.

LE PAROLE – Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, denuncia: “Siamo di fronte all’ennesimo dramma che si consuma in un carcere e che non può essere liquidato come una semplice emergenza. L’emergenza, per definizione, è qualcosa di improvviso e imprevedibile. Qui, invece, siamo davanti a una condizione strutturale, conosciuta e denunciata da anni. Ogni volta assistiamo allo stesso copione: cordoglio, dichiarazioni, annunci. Poi il silenzio, fino al prossimo evento drammatico”. Per il SAPPE, il fenomeno suicidario in carcere rappresenta anche un fortissimo agente stressogeno per il personale di Polizia Penitenziaria e per gli altri detenuti.
Vicente Santilli, segretario nazionale del SAPPE per il Piemonte, aggiunge: “Il carcere non può diventare il contenitore di tutto il disagio che la società non riesce a prendere in carico altrove. Servono psichiatri, psicologi ed educatori presenti e realmente operativi, non interventi occasionali e frammentari. E serve personale di Polizia Penitenziaria in numero adeguato. Sovraffollamento, carenza di organico e insufficiente presa in carico sanitaria non sono 3 problemi distinti: sono 3 facce della stessa crisi del sistema. Affrontarne soltanto uno significa continuare a scaricare gli altri 2 sulle spalle degli agenti”. Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria richiama quindi l’Amministrazione penitenziaria e il Governo alla necessità di interventi immediati e strutturali, a partire dal rafforzamento degli organici della Polizia Penitenziaria.
