Arrivò all’età di 1 anno e 2 mesi all’Ospedale Infantile “Cesare Arrigo” di Alessandria, nel febbraio 2026, dopo un viaggio dal Libano reso possibile da una rete di solidarietà che coinvolse associazioni, volontari, professionisti e istituzioni. Al momento del ricovero, le sue condizioni erano estremamente fragili: la piccola Mona pesava poco più di 4 kg, un valore compatibile con quello di un neonato, ed era affetta da una grave insufficienza intestinale che le impediva di alimentarsi in modo efficace.
Oggi, a distanza di alcuni mesi, quella storia può essere raccontata in una nuova fase: Mona sta meglio, è stata dimessa dopo meno di 4 mesi di ricovero e pesa 9,5 chili. Un risultato reso possibile da un percorso clinico e assistenziale complesso, portato avanti dall’équipe dell’Ospedale Infantile con una presa in carico multidisciplinare e continuativa.
Fin dal suo arrivo, Mona fu presa in carico da Chirurgia Pediatrica, diretta da Alessio Pini Prato. La bambina era già stata operata nel Paese d’origine a diversi interventi chirurgici, per sospetta Malattia di Hirschsprung, Giunta ad Alessandria, il primo obiettivo fu garantirle un’ adeguata nutrizione. Per questo fu impiantato un catetere venoso centrale; 2 settimane dopo il ricovero, Mona fu sottoposta a un 1° intervento chirurgico di esplorazione addominale e gli approfondimenti istologici esclusero la Malattia di Hirschsprung e altre anomalie intestinali.

Il decorso post-operatorio, poi, fu regolare, avviando la nutrizione enterale e orale. A maggio 2026 fu sottoposta a un 2° intervento chirurgico, per migliorare il funzionamento dell’intestino favorendo il recupero della capacità di alimentarsi. Grazie a questa procedura fu possibile sospendere l’alimentazione per via venosa, ed il pesò aumentò. Nel corso del ricovero, Mona è stata seguita da un team multidisciplinare che ha garantito una presa in carico globale, non limitata al solo intervento chirurgico, ma estesa agli aspetti nutrizionali, assistenziali e di recupero complessivo.
LE PAROLE – Così Antonio Maconi, Commissario straordinario per il riconoscimento dell’IRCCS AOU AL: «La storia di Mona rappresenta il valore di un Istituto capace di integrare competenze cliniche, chirurgiche, assistenziali, organizzative e scientifiche, attorno ai bisogni di un bambino fragile. È una vicenda che parla di cura, ma anche di rete, responsabilità e capacità di affrontare situazioni ad alta complessità, con un approccio multidisciplinare. Per un IRCCS, questo significa saper trasformare l’esperienza clinica in conoscenza, miglioramento continuo e ricerca, valorizzando i percorsi assistenziali più complessi come occasione di crescita per tutto l’Istituto. Il percorso di Mona ci ricorda che la ricerca nasce anche dall’osservazione attenta dei bisogni dei pazienti e dalla capacità di tradurre l’esperienza quotidiana in nuove conoscenze e migliori opportunità di cura».
