Veduta esterna del carcere 'Lorusso e Cotugno' di Torino, sito nel quartiere Vallette

Ancora un grave episodio di violenza ai danni della Polizia Penitenziaria nel carcere torinese. A denunciarlo è Vicente Santilli, segretario nazionale per il Piemonte del SAPPE: “Nella giornata di venerdì, intorno alle ore 18.20, un agente in servizio presso la sezione del padiglione B è stato aggredito da un detenuto marocchino durante l’apertura della cella per andare a fare la doccia. Dopo aver provocato l’agente, il detenuto lo ha colpito con un violento schiaffo al volto, raggiungendolo all’occhio e all’orecchio sinistro, dicendogli poi di andare e di scrivere, con un gesto di scherno. L’agente è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Ospedale Maria Vittoria, da cui è stato dimesso con una prognosi di 5 giorni per trauma cervicale”.

Il taser, più che mai necessario per i poliziotti carcerari

Secondo quanto riferito dal SAPPE, il detenuto era già stato protagonista di analoghi episodi di disordine: il giorno prima aveva rovesciato una scrivania causando la rottura del computer in uso al personale. Spiega ancora Santilli: “Ennesimo episodio di violenza gratuita che conferma le difficili condizioni in cui sono lavora il personale della Polizia Penitenziaria. Non è più tollerabile esporsi quotidianamente a rischi così elevati senza adeguate tutele e strumenti operativi”.

Il flash ball, in uso alla polizia francese

Sull’accaduto è intervenuto anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che esprime piena vicinanza al collega aggredito e richiama con forza l’attenzione delle istituzioni: “È indispensabile intervenire con urgenza adottando provvedimenti concreti ed efficaci, a tutela dei poliziotti in servizio a Torino. Servono misure immediate per garantire sicurezza, rispetto e dignità a chi ogni giorno opera negli istituti penitenziari. Vanno rafforzati gli organici, migliorate le condizioni di lavoro e assicurata una risposta ferma nei confronti dei detenuti violenti, applicando sanzioni penali efficaci e tempestive, per evitare l’emulazione e ristabilendo la legalità all’interno delle strutture detentive”.

Celle aperte in carcere. Forse troppo

Di Raimondo Bovone

Ricercatore instancabile della bellezza nel Calcio, caparbio "incantato" dalla Cultura quale bisettrice unica di stile di vita. Si definisce "un Uomo qualunque" alla ricerca dell'Essenzialità dell'Essere.

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